Da molti anni gli abitanti del singolare quartiere ateniese protestano contro lo sgombero. Uno di loro, in sciopero della fame dallo scorso 5 febbraio, ora è in condizioni di salute molto critiche. Un secondo residente comincerà a digiunare dal 1° maggio prossimo.

Prosfygika è composto da otto blocchi residenziali costruiti negli anni ’30 per ospitare i rifugiati provenienti dall’Asia Minore e insediati ad Atene in seguito agli scambi di popolazioni tra Grecia e Turchia. Gli edifici conservano molte tracce del passato, anche alcune degli scontri che nel dicembre 1944 segnarono l’inizio della guerra civile greca. Nei primi anni 2000 le controversie legali e la mobilitazione della comunità impedirono la realizzazione dei progetti di conversione degli edifici residenziali in complessi commerciali, e le schiere di palazzi vennero designate beni culturali protetti per il loro significato architettonico e storico.

Da sedici anni Prosfygika è un quartiere autorganizzato, gestito collettivamente dai residenti aggregati nella Comunità che amministra gli alloggi e coordina assistenza sociale e sanitaria e distribuzione di alimentari. Ci sono un asilo autogestito, una farmacia sociale, una cucina e un panificio comuni,… e oltre agli appartamenti, in cui abitano circa 400 persone provenienti da 27 paesi, tra cui rifugiati, migranti, famiglie con bambini, anziani, attivisti politici e persone in situazioni di precarietà economica, dal 2025 a Prosfygika ci sono alloggi in cui vengono ospitati i pazienti e loro famigliari che soggiornano ad Atene per curarsi al vicino ospedale oncologico.

Un accordo programmatico per la riqualificazione del quartiere con l’uso di 15 milioni di euro stanziati dell’EU è stato firmato tra il Ministero della Cultura, la Regione dell’Attica e il Servizio Pubblico per l’Impiego. I residenti e i loro sostenitori si oppongono al progetto edilizio, che favorirebbe la speculazione, e allo sfollamento, che smantellerebbe un funzionante sistema di mutuo soccorso e organizzazione sociale collettivistica.

La Comunità di Prosfygika Occupato, che ha proposto un piano di ristrutturazione alternativo, autorganizzato e finanziato con risorse proprie, finora non ha ricevuto alcuna risposta dalle autorità.

“Come comunità, abbiamo collettivamente deciso di restare e continuare la nostra lotta fino alla fine. Siamo determinati a prevalere”, ha dichiarato il suo portavoce.

 

Un suo residente, Aristotelis Chantzis, dal 5 febbraio scorso sta facendo uno sciopero della fame “in difesa della vita fino alla morte”. All’86° giorno di digiuno volontario le sue condizioni sono gravemente peggiorate, secondo i medici che lo assistono sta affrontando complicazioni mediche molto serie e potenzialmente mortali, eppure lui ha proclamato che non smetterà finché non saranno date risposte e garanzie per la sua comunità: “Continuerò finché saranno raggiunti accordi chiari e concreti, o finché morirò”.

Aristotelis Chantzis e la Comunità di Prosfygika Occupata chiedono:

  •  l’immediato annullamento del contratto di riqualificazione da parte della Regione dell’Attica;
  • garanzie che tutti i residenti possano rimanere nelle loro case;
  • il riconoscimento del diritto della Comunità di effettuare il restauro attraverso processi autorganizzati.

“Un digiuno prolungato di questa durata espone Aristotelis Chantzis a rischi gravi e danni potenzialmente irreversibili – hanno spiegato i medici, che consigliano misure protettive urgenti – Gli indicatori clinici suggeriscono un aumento dello sforzo sulla funzionalità cardiovascolare, sulle riserve degli organi e sulla stabilità metabolica. La continua assenza di apporto nutrizionale senza intervento medico è molto pericolosa per la sua vita”.

Con questa preoccupazione, la protesta della Comunità si è intensificata e dal 1° maggio una seconda persona inizierà lo sciopero della fame.

Dall’inizio dello sciopero della fame di Aristotelis Chantzis sono state svolte azioni di solidarietà sia in Grecia che a livello internazionale. Alle assemblee all’interno e nei dintorni di Prosfygika e a manifestazioni davanti al municipio durante le sessioni del Consiglio Comunale e iniziative ad Atene hanno partecipato migliaia di persone. In tutta la Grecia sono state segnalate azioni in città come Salonicco, Patrasso ed Heraklion, che hanno comportato marce, lanci di striscioni ed eventi di solidarietà. A livello internazionale, iniziative hanno avuto luogo in Polonia, Serbia, Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo, Messico e Colombia.