Il Presidente degli Stati Uniti e il suo Segretario di Stato stanno ingannando il mondo sulla verità riguardo a Cuba, diffondendo false idee secondo cui il sistema rivoluzionario cubano sarebbe un fallimento, mentre nascondono la realtà dei fatti.

Ora vogliono far credere a tutti che il socialismo sia responsabile della crisi economica che affligge il popolo cubano, quando la verità è ben diversa da quanto affermano le loro campagne mediatiche.

Perché non menzionano che il 23 dicembre 1958, quando la Rivoluzione non aveva ancora trionfato, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, il direttore della CIA dichiarò: “Dobbiamo impedire la vittoria di Castro” e il Segretario di Stato, Christian A. Herter, sottolineò: “Sembra che l’opinione contraria al sostegno del regime di Castro sia unanime”?

In risposta a questi criteri, il presidente Dwight Eisenhower dichiarò: “Nutro speranza per una terza forza che possa crescere in forza e influenza, se organizzata attorno a un uomo capace, dotato di finanziamenti e armamenti”. 

Fidel Castro non era ancora salito al potere, né aveva nazionalizzato le proprietà degli americani, tanto meno aveva proclamato un sistema socialista a Cuba, e già il governo degli Stati Uniti cercava di ostacolare il trionfo rivoluzionario e di mettere a capo di Cuba un uomo che avrebbe risposto senza esitazione agli ordini di Washington.

Ora Marco Rubio, con assoluta sfrontatezza, cerca di far credere al mondo che la politica criminale degli Stati Uniti nei confronti di Cuba non abbia alcuna responsabilità per le sofferenze del popolo, come se potesse magicamente far sparire le leggi in vigore dal 1960 che costituiscono la guerra economica, commerciale e finanziaria, il cui obiettivo è strangolare l’economia cubana, come spiegato nel Progetto Cuba, approvato dal Gruppo Allargato del Consiglio di Sicurezza nel novembre 1961:

“L’azione politica sarà supportata da una guerra economica che indurrà il regime comunista a fallire nel suo tentativo di soddisfare i bisogni del paese, le operazioni psicologiche aumenteranno il risentimento della popolazione contro il regime e le operazioni militari forniranno al movimento popolare un’arma per il sabotaggio e la resistenza armata a sostegno degli obiettivi politici.”

Quindi, chi è responsabile della crisi economica cubana?

Rivediamo quanto affermato dal direttore della CIA Allen Dulles quando presentò la valutazione dell’intelligence contro l’URSS alla Commissione Intelligence del Senato, criteri che ora sembrano essere stati ripresi da Donald Trump e Marco Rubio nella loro politica anti-cubana:

“Grazie al suo sistema di propaganda diversificato, gli Stati Uniti devono imporre la propria visione, il proprio stile di vita e i propri interessi specifici al resto del mondo.”

«L’obiettivo ultimo della strategia su scala planetaria è sconfiggere, nel regno delle idee, le alternative al nostro dominio, attraverso l’abbagliamento e la persuasione, la manipolazione dell’inconscio, l’usurpazione dell’immaginario collettivo e la ricolonizzazione di utopie redentrici e libertarie, al fine di ottenere un risultato paradossale e inquietante: che le vittime giungano a comprendere e condividere la logica dei loro carnefici.»

Donald Trump ha inasprito la politica nei confronti di Cuba sin dal suo primo mandato, imponendo 244 sanzioni all’isola, principalmente volte a frenare il turismo e l’afflusso di valuta cubana. Ha abrogato la direttiva presidenziale approvata da Barack Obama e ne ha imposta una propria per paralizzare ulteriormente l’economia cubana. Ha inoltre reinserito Cuba nella lista degli Stati sponsor del terrorismo e imposto altre sanzioni, tra cui pressioni sui governi che impiegano medici cubani per ostacolare il flusso di valuta estera.

Cuba sta attraversando uno dei periodi più difficili degli ultimi decenni a causa dell’intensificarsi della guerra economica, alla quale Trump ha aggiunto il blocco energetico previsto per il 2026, sanzionando i paesi fornitori di petrolio a Cuba. Questa misura viola il diritto degli altri paesi a commerciare liberamente con Cuba e accresce le sofferenze del popolo cubano, portandolo ad attribuire la colpa dei propri problemi al sistema socialista. Come aveva previsto Allen Dulles, ciò non fa che intensificare la potente macchina propagandistica utilizzata per plagiare le menti di coloro che sono soggetti all’influenza nefasta degli Stati Uniti.

Questa escalation della guerra economica mira a provocare una ribellione popolare, obiettivo che non stanno riuscendo a raggiungere; da qui il pericolo che, di fronte a questo fallimento, tentino un colpo di stato militare. Trump ha perso popolarità negli Stati Uniti a causa del suo coinvolgimento nella guerra contro l’Iran e potrebbe sognare di recuperare terreno attaccando militarmente Cuba per imporre un governo fantoccio.

Trump fu indotto in errore dai suoi consiglieri, che lo portarono a credere che gli studenti e il popolo iraniano avrebbero appoggiato l’aggressione per rovesciare il governo, visti i giorni di protesta provenienti da quel settore prima dell’inizio del conflitto armato. Ma questo si rivelò un errore colossale, tra l’altro perché uccisero l’Ayatollah, la guida spirituale degli iraniani, e coloro che erano scesi in piazza a protestare, che non rappresentavano la maggioranza della popolazione unita contro gli invasori.

Vogliono estrapolare la stessa realtà a Cuba, dove alcuni, sfiniti dalla mancanza di elettricità dovuta alle misure di guerra energetica imposte da Trump e non dal governo cubano, hanno organizzato proteste a base di pentole sbattute, dirette da Miami attraverso i social network, dove vengono istruiti a vestirsi di nero senza scritte e a coprirsi il volto per non essere identificati.

Marco Rubio e la mafia terroristica di Miami che finanzia la sua campagna politica affermano:

“Forse ora a Cuba si presenta un’opportunità di cambiamento.” I milioni di cubani che soffrono la fame ogni giorno, senza elettricità né trasporti, saranno in grado di perdonare il governo? “A Cuba, le carenze non sono dovute alle sanzioni; sono dovute al sistema.” “Le proteste a Cuba non sono organizzate dall’esterno; sono il risultato della fame e della disperazione.” “Quello che esiste a Cuba non è un embargo contro il popolo; è il controllo assoluto del governo sull’economia.” “Il problema di Cuba non è la mancanza di risorse; è la mancanza di libertà.” “Il loro sistema non funziona; è completamente disfunzionale. Semplicemente non è un vero sistema e non si può cambiarlo senza cambiare il governo.”

Se queste affermazioni fossero vere, perché gli Stati Uniti continuano a imporre senza sosta sanzioni a Cuba e alle nazioni che cercano di investire e commerciare con l’isola?

Perché ora viene imposto l’embargo energetico? Quali sono le ragioni per cui non è consentito agli americani investire nell’economia cubana, viaggiare per turismo o partecipare a scambi accademici e culturali?

Con assoluta sfrontatezza, Marco Rubio afferma che Washington non ha adottato ulteriori misure punitive contro il governo dell’Avana; tuttavia, Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, ha dichiarato il 30 marzo 2026 che non vi è stato alcun cambiamento formale nella politica di sanzioni nei confronti di Cuba e che a una petroliera russa soggetta a restrizioni statunitensi è stato consentito di consegnare sull’isola solo 100.000 tonnellate di petrolio greggio per motivi umanitari.

Il mondo sa cosa significhi la guerra economica contro Cuba, e la prova di ciò è il voto favorevole al documento che viene presentato annualmente all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Le leggi del blocco esistono e sono disponibili online a tutti, ma sembra che Marco Rubio non le abbia lette o stia facendo finta di niente, perché dal Trading with the Enemy Act, entrato in vigore il 19 ottobre 1960 per volere di Eisenhower e prorogato annualmente dal presidente in carica, all’inserimento di Cuba nella lista degli Stati sponsor del terrorismo, esse spiegano i motivi per cui il governo cubano non può progredire economicamente come vorrebbe.

 José Martí aveva ragione quando affermava: “La verità è una e semplice”.

Di Arthur Gonzalez
Traduzione: italiacuba.it