Recentemente, Paula White-Cain, nota pastora e consigliera spirituale di Donald Trump e della Casa Bianca, ha suscitato grande scalpore con un discorso in cui ha paragonato la vita e le vicende del presidente USA a quelle di Gesù Cristo, in particolare soffermandosi sul tema del tradimento, della morte e della resurrezione.
Durante un evento con leader religiosi, Paula White ha affermato che Trump è stato «tradito, arrestato e falsamente accusato», sottolineando come questo schema sia «un modello familiare che il nostro Signore e Salvatore ci ha mostrato» (fonte: Independent, AA. com. tr). Con queste parole ha tracciato un parallelo diretto tra le sofferenze subite da Gesù e quelle vissute da Trump, suggerendo che entrambi siano stati oggetto di un disegno divino.
La pastora ha inoltre collegato la vittoria di Trump nei suoi obiettivi politici e personali a una volontà di Dio, paragonandola alla resurrezione di Gesù, come un segno di trionfo voluto dall’alto. Questo discorso messianico ha provocato reazioni contrastanti, con critiche da parte di chi vede in queste affermazioni un uso strumentale della figura religiosa per fini politici (fonte: The Independent, Christian Post).
Paula White-Cain è una figura di spicco nel panorama evangelico americano e guida l’Ufficio per la Fede della Casa Bianca, ruolo che le conferisce una notevole influenza spirituale e politica. Il suo discorso si inserisce in una tradizione di interpretazioni religiose che vedono leader politici come strumenti della volontà divina, ma il confronto esplicito tra Trump e Gesù ha acceso un acceso dibattito pubblico.
Insomma siamo alle guerre di religione. La religione come sempre viene usata in modo strumentale rispetto ad un disegno unipolare, in cui gli USA vogliono il dominio globale attraverso il controllo dei mari e delle fonti fossili di energia. Disegno fallito finora per la capacità strategica dei persiani.











