“Il partito al governo definisce “furore ideologico” il rispetto del diritto internazionale e, ancora una volta, strumentalizza il soccorso in mare per attaccare la magistratura. Lo fa – dichiara Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch – evidentemente scottato dall’esito del referendum, attraverso cui il popolo italiano ha mandato un messaggio chiaro: la Costituzione e con essa il diritto internazionale non si toccano.”
“Non abbiamo scelto un porto arbitrario – continua Linardi – ma un porto ragionevolmente vicino, che abbiamo raggiunto in un dichiarato stato di necessità, per sottrarre le persone soccorse in mare a quello che riteniamo un vero e proprio atto di tortura di Stato: imporre giorni inutili di navigazione a persone appena sopravvissute al rischio di morire in mare.”
“Come società civile – conclude la portavoce – abbiamo il dovere di opporci a qualsiasi legge ingiusta, al punto di tradursi in una forma di tortura di Stato. Lo facciamo per urgenza umanitaria e per ristabilire la giusta gerarchia delle leggi, come impone la nostra Costituzione, che vede il diritto internazionale sopra la testa della politica.”











