La tempesta nel Mediterraneo continua e le onde sono ancora molto alte. Abbiamo bisogno di un porto vicino al più presto. La situazione degli 84 sopravvissuti a bordo della nostra Sea-Watch 5 è ormai insostenibile. Le autorità italiane pretendono che navighiamo fino a Marina di Carrara, distante oltre 1.100 km, in condizioni meteorologiche estreme.

Le persone che abbiamo soccorso domenica hanno  gravi ustioni da carburante, sono sfinite e soffrono il mal di mare. Hanno bisogno di sbarcare al più presto. Costringerle a rimanere a bordo di una nave in mezzo alle onde per mero calcolo politico è cinico, disumano e viola i loro diritti.

Le onde superano i due metri e la nostra Sea-Watch 5 sta cercando riparo al largo della Sicilia. Attraversare lo Stretto di Messina è al momento impossibile. Abbiamo presentato un ricorso al Tribunale dei minori di Palermo per ottenere il permesso di far sbarcare tutti i minori e le loro famiglie in Sicilia.

Intanto sappiamo che almeno 225 persone stanno lottando per la vita nel Mediterraneo, la frontiera più letale del mondo, dove gli Stati europei non vogliono testimoni né navi di soccorso.

Aggiornamento

La volontà di mandarci a nord, il più lontano possibile dal Mediterraneo centrale è una pratica disumana e pericolosa. Ieri abbiamo segnalato oltre 225 persone in difficoltà nel Mediterraneo; da allora, un’imbarcazione con 62 persone a bordo potrebbe aver fatto naufragio e 111 persone sono rimaste bloccate su una piattaforma per l’estrazione del gas e su una nave vicina. Ancora tutte in pericolo, senza aiuti.

Su disposizione del Tribunale dei Minori di Palermo sono stati sbarcati dalla Sea-Watch 5 su una motovedetta della Guardia Costiera 20 minori non accompagnati e tre bambini con le loro famiglie. Presto saranno a terra in Sicilia. Per tutti gli altri l’odissea continua. Chiediamo ancora che sbarchino tutti subito.