Sabato 14 marzo 2026, il Presidio per la Palestina, che si svolge tutti i giorni a Cagliari in Piazza Yenne, dalle ore 18:30 alle ore 20:00, ha anticipato alle ore 17:00 il raduno per proporre alla cittadinanza un laboratorio sulla pace. Il Medio Oriente è spinto dallo scellerato attacco preventivo contro lo Stato sovrano dell’Iran deciso dal presidente della superpotenza statunitense, Trump e dal suo servo/alleato premier dello Stato ebraico, Netanhyau in una carneficina di esseri umani, moltƏ bambinƏ. Israele, inoltre, conduce una guerra a oltranza in territorio libanese. Il diritto internazionale è calpestato palesemente e la prospettiva di una guerra mondiale è più che mai vicina.
Per dire no alla guerra, che continua a Gaza e in Cisgiordania sotto una falsa tregua, e che divampa nel Medio Oriente, permane in Ucraina, e in diversi Paesi africani, il Presidio ha invitato il gruppo Emergency Sud Sardegna a partecipare all’iniziativa “Laboratorio sociale di cucito scampoli di Pace”. Il gruppo ha aderito con grande piacere, sia per esprimere il suo supporto al Presidio, sia per portare il messaggio di Emergency di costruzione di pace e solidarietà.
Su un grande telo bianco è stato scritto con stoffe di diversi colori, cucite a mano da un gruppo di persone, per lo più donne ma anche qualche maschio: “Il PRESIDIO R1PUD1A LA GUERRA”. Questo lavoro condiviso tra i vari partecipanti ha espresso il concetto chiave della campagna R1PUD1A di Emergency, campagna che si rifà all’art. 11 della Costituzione. Sono costruiti e donati anche degli scampoli di pace, gli “straccetti di pace”, piccole strisce di tessuto bianco che richiamano i valori di Emergency della pace, del ripudio della guerra, del terrorismo e della violenza.

Foto archivio Piazza della Indignazione
Durante la serata, è stato ricordato che Emergency è presente da agosto 2024 nella Striscia di Gaza, con una Clinica al-Qarara (Khan Younis), e con un’attività di supporto nell’ambulatorio di Al-Mawasi (Khan Younis). Emergency ha inoltre lavorato, a marzo 2025, nell’Ospedale Nasser Medical Complex in Khan Younis, dove ha garantito supporto nelle attività di primo soccorso e formazione, soprattutto nella gestione delle mass casualty di feriti da guerra; nella sola Clinica di Al-Qarara, sono state eseguite da parte del nostro team 16500 visite, di cui circa un terzo a minori.
Essere presenti in Gaza è, per Emergency, non solamente un “dover esserci” perché c’è bisogno di cure sanitarie, ma anche la necessità di essere testimoni di quello che è successo e sta succedendo nel territorio; quello che testimoniamo i nostri operatori è la constatazione di una situazione umanitaria che si sta aggravando giorno dopo giorno, di mancanza di beni primari, cibo, medicine, dispositivi medici, a causa della chiusura dei valichi, con una popolazione che vive, al 90% in tende o sistemazioni di fortuna, esponendoli a gravi rischi per la loro salute, soprattutto nei casi di vulnerabilità.
Gli attivisti e le attiviste di Emergency hanno ringraziato per l’invito da parte del Presidio all’iniziativa di condivisione dei valori di ripudio della guerra e dei messaggi di pace e solidarietà, ribadendo il supporto allo stesso.
«Il Presidio continua OGGI più che mai e OGNI GIORNO a venire a costruire PACE – ha scritto Vania Erby, coordinatrice del Presidio, sulla sua pagina Facebook – e a denunciare ancora una volta il genocidio che il governo Israeliano sta perpetrando in Palestina UCCIDENDO ESSERI UMANI.
Chiediamo allo Stato Italiano di rispettare l’art.11 della nostra Costituzione e di ripudiare la guerra, non solo a parole, ma con fatti e scelte reali e concrete. Tutti i giorni ma proprio tutti saremo in Piazza Yenne al fianco dei popoli oppressi della terra».











