Ho già scritto in un precedente articolo di come la posta in gioco del prossimo referendum costituzionale vada molto oltre il quesito proposto, come si può facilmente evincere dalle dichiarazioni dei politici della maggioranza che immaginano uno Stato, grazie anche ad una magistratura controllata, forte e repressivo con i deboli e accondiscendente con i forti (Stato di Polizia? No, grazie).
Ora a conferma dei miei sospetti giunge la notizia della proposta da parte della coalizione di governo di una legge elettorale che rappresenta una vera e propria truffa. A parte la conferma delle liste bloccate, che come sappiamo sono il modo in cui i partiti espropriano gli elettori del loro diritto di scegliere gli eletti, la nuova norma propone un sistema senza collegi uninominali e di stampo falsamente proporzionale, in quanto corretto da spropositati premi di maggioranza (denominati “premio di governabilità”) che prevedono “il regalo” di ben 70 seggi alla Camera dei deputati e 35 al Senato per la coalizione vincente che abbia superato il 40% dei consensi.
Ma cosa c’entra questa proposta col prossimo referendum costituzionale?
Intanto va sottolineato come (almeno a mio avviso) l’esito del referendum potrebbe influenzare in maniera decisiva le prossime elezioni politiche del 2027. Se dovesse vincere il SI temo che si spalancherebbero le porte verso un vero e proprio Stato di Polizia. Se invece dovesse vincere il NO non escluderei un qualche ripensamento da parte dell’attuale maggioranza sulla proposta della nuova legge elettorale.
Ma la cosa che più conta è che sia la riforma della magistratura, sia il sistema elettorale che viene ipotizzato, hanno in comune il fatto di essere un attacco ai contenuti espressi dalla nostra Carta costituzionale. Ovviamente sappiamo tutti benissimo che la nostra Carta non si pronuncia rispetto alla legge elettorale, ma resta mia ferma convinzione che il dettato costituzionale e l’insieme dei suoi valori non sono in grado di esprimere tutto il loro potenziale democratico se non vengono associati ad un sistema elettorale caratterizzato da un proporzionale puro.
D’altra parte, se si consultano i verbali delle sedute delle sottocommissioni e delle assemblee plenarie della Costituente si scopre che la questione del sistema elettorale fu in realtà discussa in modo abbastanza significativo. Diversi Padri costituenti, di diverse appartenenze politiche, proposero di includere nella Carta il sistema proporzionale. Tra di loro vi era l’esponente del PCI De Vita, e poi lo stesso Togliatti che decise di rinviare la decisione alla II sottocommissione (diritti sociali), dove non trovò alcun tipo di opposizione. Poi però incredibilmente la proposta non arrivò mai all’assemblea plenaria per la definitiva approvazione.
Cosa sia successo non lo sapremo mai con precisione. Io resto però convinto che, per una sorta di paradosso, la questione non fu attenzionata come meritava, perché veniva data da tutti per scontata, ivi compresi gli esponenti più conservatori come per esempio i monarchici. (D’altra parte col sistema proporzionale puro era stata eletta la stessa Assemblea Costituente). Insomma una sorta di banalità!
Se davvero così andarono le cose fu commesso un grave errore per eccesso di fiducia sul futuro, motivato dall’euforia della vittoria nella lotta di liberazione. Un errore che sarebbe stato pagato già nel 1953 con l’approvazione della legge Scelba, la cosiddetta “legge truffa”, poi abrogata, e che non a caso somigliava molto (premio di maggioranza) all’attuale proposta-truffa della destra oggi al potere. Per non dire della sequela di leggi elettorali, tutte fortemente antiproporzionali e sostanzialmente antidemocratiche, che si sono succedute dalla nascita della seconda Repubblica ad oggi (Mattarellum, Porcellum, Italicum, Rosatellum) fino all’attuale proposta (Stabilicum).
Si trattò in fondo dello stesso ottimismo che portò all’approvazione dell’Art. 138, che di fatto permette a qualsiasi maggioranza parlamentare di cambiare la Costituzione, con la sola possibilità di essere fermata dal referendum, voluto dai Costituenti, come solo antidoto, nella convinzione che “il popolo non si poteva sbagliare”.
Vediamo di non tradire la loro fiducia VOTANDO NO per respingere la riforma della magistratura e tutte le storture che potrebbero venirne al seguito, compresa la nuova proposta di legge elettorale.











