Domenica 1° marzo all’ospedale di Abyei sono state ricoverate 80 persone colpite da armi da fuoco, tra cui donne e bambini. Alcuni feriti sono deceduti, tra cui una donna incinta.
Erano arrivati al centro supportato da Medici Senza Frontiere (MSF) dopo violenti scontri su larga scala avvenuti nella città di Abiemnhom, situata a nord-ovest dell’area amministrativa di Ruweng, in Sud Sudan.
Le équipe di MSF, che assistitono gli abitanti di quest’area che da anni è teatro di violenze tra le comunità, segnalano che il numero delle vittime di questo incidente è particolarmente allarmante.
“È stato difficile gestire il gran numero di feriti, ma molti membri dello staff di MSF e del ministero della salute sono venuti a fornire assistenza da altre strutture sanitarie – ha dichiarato Abraham Deng Lual Wek, responsabile del team infermieristico di MSF ad Abyei – Per l’équipe chirurgica è stata una sfida gestire, con solo 2 sale operatorie, tutti i casi di emergenza. La nostra area di triage, il pronto soccorso e i reparti erano gremiti di pazienti e così abbiamo ampliato la capacità di accoglienza utilizzando tende e una sala riunioni, che si sono riempite rapidamente”.
Il team di MSF nella vicina contea di Twic ha anche donato forniture all’ospedale Madre Teresa di Turalei.
Questa ondata di scontri intercomunitari riflette la fragilità della situazione in alcune zone del Sud Sudan, dove i cicli di violenza continuano ad avere un impatto significativo sulle comunità e a sovraccaricare un sistema sanitario già indebolito.











