Termina febbraio con un fiorire di iniziative: qui in Versilia non si sa dove partecipare. Un convegno di approfondimento sul sionismo; uno sulle ragioni del No al referendum. A Empoli un’assemblea del locale Comitato per la Pace. A Pisa un flash mob per la sanità pubblica. Le Donne della Casa sono a Roma contro il ddl Bongiorno sul sessismo.

Ma già dal mattino ci travolge la notizia dell’attacco all’Iran, ennesima escalation annunciata, e mi domando: ma quando il mondo prenderà sul serio il TPNW e la campagna ICAN? Cioè abolizione dell’arma nucleare. Per tutti. Non puoi averne 6mila testate e poi fare la voce grossa con chi forse la progetta. È un indispensabile passo avanti per l’umanità.
Ma poi, secondo l’acuta analisi del prof. Volpi, si tratta di pretesti, le principali ragioni sono economiche legate alla protezione del dollaro schiacciato da un debito enorme, agli affari con le petrolmonarchie, alla libera circolazione di gas e petrolio nell’area.
In ogni caso, un attacco imperialista non porta mai democrazia, e le guerre “liberatrici” sono ipocrite menzogne. I movimenti di liberazione crescono nell’autodeterminazione dei popoli e nella solidarietà internazionale. Guerra chiama guerra e chi ci rimette sono sempre i cittadini comuni.
(Convegno e foto del Comitato per il No della Versilia )