In un contesto già genocidario …
“Cadaveri e macerie in mare per cancellare l’orrore: Benvenuti nella nuova Gaza. Così si intitolava il 23 gennaio 2026 l’articolo di Nello Scavo su “Avvenire”. E bisogna specificare: nella Nuova Gaza del “Board of Peace”. Ovvero: cancellare un orrore perpetrando un orrore anche più orrendo:
Uno scempio ambientale permanente, una scelta devastante per la nostra umanità
Il culto, il rispetto dei morti sono una delle prime regole che si è dato il genere umano fin dalla più lontana antichità: anche il nemico aveva diritto a una degna sepoltura. È come se si fosse superato un estremo limite, l’ennesimo punto di non ritorno verso una barbarie simile alle efferatezze praticate dai nazisti verso le loro vittime: quelle, ridotte in cenere, queste in polvere, materiale di supporto per la “ricostruzione”.
Se si supera tale confine, niente, e nessuno, potrà più salvarci.
Per questo ci rivolgiamo, oltre che alle associazioni e persone nostre affini, agli esponenti di tutte le Chiese, tutte le religioni, perché si ergano a difesa della soglia che non dev’essere varcata e trovino in quest’unione di intenti la forza per imprimere una svolta alla storia della nostra umanità arrivata ormai sull’orlo dell’abisso. Come esortano alcuni compagni in lotta per il posto di lavoro, la loro dignità e la salvaguardia dell’ambiente, la nostra parola d’ordine dev’essere INSORGIAMO!
Non dobbiamo permettergli una tale mostruosità.
Durante il convegno del 19 gennaio al teatro dell’Elfo a Milano, intitolato “Verso il Giorno della Memoria. Israele – Palestina: a che punto è la notte?”, è stato denunciato il crollo di civiltà che ci sta travolgendo, simile a quello che si verificò negli anni ’20-’30 con l’ascesa del fascismo prima, e poi del nazismo, in cui ci fu un rovesciamento totale dei valori accettati universalmente: ecco, adesso siamo arrivati a un punto di svolta tragicamente simile.
Maiindifferenti – Voci ebraiche per la pace, Khader Tamimi, presidente della Comunità palestinese di Lombardia, Widad Tamimi, scrittrice e attivista
Rete dei comitati della Città metropolitana di Milano
Anna Fazi, Casa per la pace Milano
Anna Polo, agenzia stampa Pressenza
Claudio Dharmapala Torrero, monaco buddhista
Daniela Bezzi, giornalista
Daniela Dentico, presidente dell’Associazione culturale Saptejah
Daniela Trollio, attivista
Deborah Arbib, presidente del Comitato Amici di Salomon Fiorentino
Farid Adly, giornalista, direttore editoriale Anbamed
Francesca Fabris, insegnante metodo Feldenkrais
Giada Caracristi, Redazione Terra e Verità
Isabella Barato, attivista ambientale
Jonathan Chiesa, militante Sinistra italiana
Alessandra Filippi, storica e saggista, fondatrice di Città nascosta, Milano
Marcello Stefano Gidoni, architetto
Margherita Bani, pedagogista
Marianta Kalin, militante Sinistra italiana
Mauro Brazzo, portatore sano di buon senso
Monica Macchi, docente italiano L2
Paola Fermo, ex imprenditrice
Pierfrancesco Sacerdoti, architetto e storico di architettura
Roberta Agretti, presidente Associazione Noesis
Sarah Mustafa, scrittrice italo-palestinese
Sergio Sinigaglia, attivista sociale
Silvano Piccardi, attore e regista
Simone Sollazzo, ex consigliere Comune di Milano e attivista
Stefania Sinigaglia, ex cooperante internazionale
Ugo Giannangeli, avvocato
Valeria Zulbati Petrillo, guida turistica
Per ulteriori adesioni scrivere a maiindifferenti6@gmail.com
Vorremmo che questo appello per l’umanità non si concludesse con la semplice pubblicazione sul sito di “Pressenza” o su quello di Maiindifferenti. Al contrario, vorremmo che a partire da tale testo si aprisse una riflessione sul senso dell’umano, del sacro, sul senso di pietà che albergano in ogni persona di buon senso e buona volontà. E vorremmo che attraverso questa riflessione trovassimo insieme, pur nella propria specificità e grazie alla propria specificità, la strada per opporci all’urto tremendo della violenza scatenata dai poteri contro chi non vuole arrendersi alla logica della prevaricazione e della guerra.










