Il quotidiano israeliano Haaretz ha riferito che il comune di Tel Aviv ha vietato a un bar di Giaffa di vendere prodotti raffiguranti angurie dopo che un attivista israeliano, che ha stretti legami con il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, si è lamentato del fatto che rappresentassero simboli palestinesi, poiché i loro colori corrispondevano a quelli della bandiera palestinese.

Circa 15.000 palestinesi vivono ancora a Giaffa, che prima del 1948 era un’importante città portuale palestinese. Durante la Nakba, le bande terroristiche sioniste espulsero con la forza la maggior parte della popolazione palestinese della città.

L’anguria apparve per la prima volta come simbolo palestinese dopo la guerra del 1967, quando l’esercito occupante conquistò Gerusalemme, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza e il governo israeliano proibì di issare pubblicamente la bandiera palestinese, considerandolo un reato punibile col carcere.

Giornata mondiale per il ricordo del genocidio a Gaza

Il Coordinamento del Parlamento inter-arabo, in riunione ieri al Cairo, ha approvato la data del 17 ottobre di ogni anno come giornata di commemorazione delle vittime del genocidio di Gaza.

Il 17 ottobre 2023, l’esercito israeliano ha bombardato l’ospedale Al-Ahly Al-Maamadany (Battista), uccidendo 500 persone tra gli sfollati che hanno trovato rifugio negli spazi aperti della struttura. Nello stesso giorno sono avvenute altre stragi con oltre 200 uccisi, per un totale di assassinati in un solo giorno di oltre 700 vittime.

Iran

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha dichiarato oggi sabato che l’Iran è pienamente pronto a raggiungere un accordo giusto ed equo sul nucleare con gli Stati Uniti, che garantisca che non possiederà armi nucleari e che le sanzioni saranno revocate. Ieri, Araqchi ha avuto un incontro col presidente turco Erdogan che aveva proposto un contatto online tra Trump e il presidente iraniano Pezeshkian, per disinnescare la crisi.

Araqchi ha poi proseguito: “Durante i nostri colloqui, ho sottolineato che l’Iran non ha mai cercato di acquisire armi nucleari e che è pienamente pronto a raggiungere un accordo nucleare giusto ed equo che soddisfi i legittimi interessi dei nostri due popoli, tra cui la garanzia di non possedere armi nucleari e la revoca delle sanzioni. L’Iran afferma la sua costante disponibilità a cooperare con i paesi della regione per proteggere la pace e la stabilità nella nostra regione e per proteggerla da qualsiasi aggressione illegittima”.

Siria/Emergenza Rojava

È stato raggiunto un accordo tra le Fds e il governo transitorio di Damasco per un cessate il fuoco e per una normalizzazione della situazione nel nord est del paese. Non è un riconoscimento dell’autonomia, ma l’accordo lascia molti margini per continuare la gestione della zona di Jazeera e Kobane alle formazioni curde inquadrandole nell’esercito. Nelle città curde non entreranno altre milizie. Il terzo accordo, firmato ieri, sancisce che le formazioni curde entreranno nell’esercito nazionale non come singoli, ma come unità organizzate. È un passo importante e un punto di mediazione avanzato rispetto alle imposizioni del passato, anche se non garantisce il confederalismo democratico rivendicato dai curdi.

La situazione sul terreno però rimane drammatica anche a causa del clima invernale freddo che si aggiunge all’assedio. Il ritorno alla normalità richiede del tempo e bisogna vedere l’applicazione sul terreno dell’accordo da parte delle milizie filo turche.

Carovana popolare per Kobane

Dopo la manifestazione ieri a Pirsus/Suruç, al confine turco-siriano, gli attivisti internazionali della Carovana sono stati arrestati dalla polizia turca e condotti in pullman a Istanbul per essere espatriati.

La carovana verso Kobane ha l’obiettivo di realizzare un corpo civile internazionale di interposizione nonviolenta. Una diplomazia popolare dal basso, visto il silenzio delle cancellerie dei paesi ex-coloniali.

Palestinesi arrestati in Italia

Si è costituito un Comitato nazionale di giuristi, giornalisti, professori e attivisti per chiedere la liberazione di Hannoun e degli altri palestinesi arrestati sulla base di documenti dei servizi di sicurezza israeliani.

Un appello per la libertà di Hannon e di tutti i detenuti palestinesi in Italia – Anbamed

I portuali si mobilitano contro le guerre

In 20 porti del Mediterraneo saranno organizzati scioperi, il prossimo 6 febbraio. L’iniziativa è partita da Genova e intende esprimere solidarietà con il popolo palestinese, con il blocco delle esportazioni di armi verso Israele, e soprattutto battersi contro il riarmo dell’Europa che impoverisce i lavoratori.