Virtù e vizio si acquisiscono per abitudine o sono scelte consapevoli? Potrebbe la capacità morale di una persona essere disturbata da scelte estetiche?
Di fronte all’uccisione a sangue freddo di Nicole Renee Good da parte dell’agente ICE Jonathan Ross, la Segretaria della Sicurezza Interna Kristi Noem ha dichiarato “È stato un atto di terrorismo domestico. La donna ha cercato di investire l’agente”. Diciassette giorni dopo, di fronte all’assassinio di Alex Pretti, non ha esitato a rincarare la dose: “Un terrorista che voleva fare una strage di agenti federali”. Di fronte ad affermazioni così palesemente false mi sono permessa di aprire Google per cercare di capire chi sia questa donna, così incline al vizio della menzogna.
Noem nasce negli anni ’70 dello scorso secolo nello Stato del Sud Dakota in una famiglia di allevatori proprietaria di un ranch. Inizia piuttosto giovane a interessarsi di politica: il suo primo incarico di rilievo risale al 2006, come deputata alla Camera per il Sud Dakota. Il suo pensiero appare allineato alle posizioni conservatrici classiche: taglio delle tasse, meno regole, diritto di armarsi, no all’aborto e ai diritti LGBT ecc. Nel 2025 viene scelta da Trump per far parte della squadra di governo. Fin qui nulla da eccepire: posizioni molto lontane dalle mie, ma espressioni di un dialogo interno a un processo democratico. Se non che un dettaglio mi colpisce: “esponente del viso alla Mar-a-Lago”. Che vuol dire? Abbandono i sussiegosi siti ufficiali e mi avventuro nella lettura di articoli di costume che mi lasciano basita e con un profondo senso di decadenza morale.
Viene definito “viso alla Mar-a-Lago” una condizione fisica ottenuta artificialmente con l’uso di chirurgia plastica, allo scopo di ottenere un effetto esagerato e vistoso, da alcuni persino definito “volutamente una maschera”. Gli zigomi devono essere alti e gonfiati; le labbra vengono talmente esagerate che alcuni chirughi dichiarano di provare a far ragionare le clienti dicendo loro “attenta, così sembrerai maligna”. Il trucco-occhi viene caricato di nero all’inverosimile per creare un effetto tra il magnetico e lo spaventoso.
L’estetica Mar-a-Lago non è riservata alle donne; interessa molto anche il maschio, che deve preoccuparsi di esibire un profilo macho senza macchia. Da Miami a Los Angeles, dunque, passando per Washington e New York, si aggiustano menti ritenuti troppo dolci e si squadrano mascelle. Si segnala che nel 2024 siano stati eseguiti 28,5 milioni di microinterventi facciali e i professionisti del settore dichiarano che dal secondo mandato Trump non riescono a stare dietro alle richieste. E pensare che per un lavoro ben fatto servono in partenza almeno 90.000 dollari, e le cifre salgono con facilità a cinque zeri (200.000 e anche 300.000 mila dollari) per via della manutenzione periodica e delle continue nuove modifiche che il soggetto percepisce come assolutamente necessarie.
Le figure femminili di riferimento della moda “Mar-a-Lago” sono l’élite che si muove intorno al presidente. Ci sono le mogli (Ivania e Melania), la figlia (Ivanka), le amiche ed ex (Kimberly Guilfoyle – ambasciatrice USA in Grecia) e le new entries come Kristi Noem e Karoline Leavitt, portavoce del governo. Uno dei fattori che più colpiscono in queste donne è l’aver fatto di un artifizio un vanto in società; detto in altre parole qui il trucco si deve vedere! Anzi, vedere in forma esagerata. Secondo alcuni critici la scelta di manipolare in tal maniera il proprio corpo manifesta un atto di deferenza e lealtà al presidente – questi visi continuamente ritoccati e riempiti finiscono con l’avere tratti simili, i favoriti da Trump, e questo rafforza l’identità di clan. Altri analisti pongono più l’accento sul valore economico dell’operazione, che viene sfacciatamente mostrato al pubblico come simbolo di ricchezza e potere, quasi fosse il cartellino del prezzo lasciato apposta attaccato al vestito griffato. Sarebbe questa una visione più coerente con i valori liberisti o anarcocapitalisti del sistema, secondo i quali uomini e donne non avrebbero più scrupoli a utilizzare il proprio corpo per ottenere successo.
C’è poi una terza ipotesi, che in certo senso le raccoglie tutte e non è poi così tanto una novità; al limite potremmo dire che oggi è riuscita ad aprirsi una nuova frontiera abbandonando ogni minimo senso del pudore e del bello inteso come misura, armonia, equanimità. Si tratta della già ben conosciuta “arroganza del potere” che, proprio attraverso il culto della persona, nello specifico dell’uomo forte, cerca di imporre con ogni mezzo lecito e illecito ciò che vuole. La manipolazione dichiarata del proprio corpo diventa la base teorica su cui fondare le successive manipolazioni della realtà da farsi alla luce del sole. L’imporre la menzogna a una società non più di cittadini ma di sottoposti potrebbe persino offrire godimento al soggetto che ormai si ritiene intoccabile. Come una sorta di adrenalina psicologica, di autocompiacimento nell’affermare il falso e pretendere che venga accettato. Cambiare a proprio comodo le carte nel mazzo e riderci sopra con sfacciataggine.
Solo in questa modalità riesco a leggere le dichiarazioni fraudolente di Noem, espresse così platealmente, come fossimo a teatro e non di fronte a reali omicidi. Ovviamente il gioco dura finché il clan ti protegge. Noem, con il suo fare da spaccona, stavolta potrebbe averla fatta troppo grossa, al punto da mettere lo stesso gruppo dominante a rischio. Il popolo americano, non quel 2% che spende milioni per adattarsi alla moda Mar-a-Lago, è in fibrillazione e le strutture democratiche, benché sotto pressione, provano a reagire chiedendo la testa di Noem. Sarà interessante osservare nei prossimi giorni come si comporterà il governo Trump. Salverà un suo membro indebolendo se stesso o lo scaricherà?
Fonti:
https://www.huffpost.com/entry/mar-a-lago-face-psychology_l_695d5feee4b0b0e75cf0c028
https://www.theguardian.com/society/2025/nov/18/mar-a-lago-face-plastic-surgery
https://www.nytimes.com/2025/05/30/us/politics/trump-maga-style.html
https://en.wikipedia.org/wiki/Beauty_trends_among_American_conservatives










