Si possono firmare gli appelli con cui chiedere alla comunità internazionale di porre fine all’invio di armamenti a Israele e il rispetto delle norme che proteggono i civili durante i conflitti, richiedere l’ingresso degli aiuti umanitari a Gaza in modo imparziale, neutrale e indipendente e sollecitare interventi in Siria, difendere le donne… e per sottoscrivere un Accordo Globale che garantisca acqua pulita alle popolazioni in stato di necessità e il Manifesto per un futuro di giustizia.

STOP ALL’INVIO DI ARMAMENTI A ISRAELE

Tutti gli Stati hanno l’obbligo di prevenire i crimini internazionali e di promuovere il rispetto delle norme che proteggono i civili. La comunità internazionale deve fermamente rispettare questi impegni. 

L’appello è rivolto ai governi e leader mondiali, a cui è chiede che si impegnino per:

  • una tregua duratura che affronti e risolva le cause di questo conflitto;
  • porre fine all’invio di armamenti, o di loro componenti, che possono essere usate per commettere violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani.

In particolare, la petizione chiede allo Stato italiano che:

  • renda pubblica la lista degli armamenti e/o componenti inviate ad Israele dopo il 7 ottobre 2023 relativi a licenze precedentemente approvate;
  • non rinnovare e sospendere il memorandum di cooperazione di difesa Italia – Israele;
  • rivedere la posizione dell’Italia, votando per la sospensione totale o parziale dell’Accordo di Associazione EU-Israele alla luce delle gravi violazioni dei diritti umani, del diritto internazionale e dei crimini internazionali perpetrati nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania;
  • rispettare l’obbligo – derivante dall’accertamento della Corte; Internazionale di Giustizia del 26/01/2024 di un rischio imminente di genocidio – di fare tutto quanto è in proprio potere per prevenire la commissione di un genocidio, o per porre fine a un genocidio in corso.

GAZA

È di vitale importanza che Israele consenta l’ingresso e la distribuzione di tutti gli aiuti umanitari perché i bambini, le donne e gli uomini di Gaza stanno letteralmente morendo di fame e di sete.

Rivolgendosi a loro, la petizione sollecita la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il governo italiano ad impegnarsi pubblicamente affinché:

  • venga garantita l’operatività delle organizzazioni umanitarie e l’accesso a cibo, acqua e cure mediche attraverso l’apertura di tutti i valichi per la consegna degli aiuti;
  • Israele sblocchi l’ingresso degli aiuti umanitari, garantendo una assistenza umanitaria ancorata al diritto umanitario internazionale, coordinata dalle nazioni unite e fedele ai principi di imparzialità ed indipendenza, e ponga fine al più presto all’assedio su Gaza;
  • l’Italia e l’Europa lavorino per una pace duratura che garantisca giustizia, dignità e futuro ai popoli palestinese e israeliano.

SIRIA

La crisi siriana è una delle più lunghe e drammatiche della nostra storia recente. In 12 anni di conflitto sono state uccise più di 350.000 persone, tra cui migliaia di bambini. Le infrastrutture idriche sono andate distrutte, i campi ridotti in cenere. Nonostante la guerra sia ufficialmente conclusa, in alcune zone del paese continuano i combattimenti e i bombardamenti causando la morte di centinaia di civili, lo sfollamento di oltre 850.000 persone e impedendo la fornitura di aiuti umanitari.

Altrettanto tragiche sono le conseguenze economiche. Il conflitto ha portato l’intero paese a una forte recessione, il prezzo del poco cibo disponibile e dei beni di prima necessità è aumentato esponenzialmente. Il 60% della popolazione si trova in una grave condizione di insicurezza alimentare. Il 97% del popolo siriano vive al di sotto della soglia di povertà e oltre 15 milioni di persone sopravvivono solo grazie agli aiuti umanitari.

Ad aggravare questa già drammatica situazione, si è aggiunto il tremendo sciame di terremoti che ha colpito il paese tra il 6 e il 20 febbraio scorso. Nella sola Siria, oltre 6,8 milioni di persone sono state sfollate e di queste, moltissime vivevano già in campi rifugiati a causa del conflitto. In molte zone del paese quel che era rimasto delle infrastrutture idriche, danneggiate dagli scontri, è andato completamente distrutto. Adesso il 42% della popolazione non ha accesso a fonti d’acqua sicure e la diffusione di malattie come il colera e la dissenteria ha raggiunto numeri allarmanti.

Comprare cibo o medicine? Spingere le proprie figlie a sposarsi o non avere i soldi necessari per sfamarle? Mandare i bambini a scuola o avere un tetto sulla testa? Queste sono le scelte impossibili che ogni giorno milioni di siriani sono costretti a prendere, solo per poter sopravvivere. Mentre anche per il 2023 i Paesi donatori, riuniti nella settima conferenza di Bruxelles sulla Siria, non hanno preso impegni sufficienti a fronteggiare l’emergenza umanitaria in corso.

Firma se anche tu pensi che i Governi di tutto il mondo debbano:

  • chiedere un cessate il fuoco immediato, esercitando forti pressioni politiche nei confronti delle parti in conflitto affinché cessino immediatamente bombardamenti, combattimenti e ogni forma di violenza nei confronti della popolazione civile;
  • impegnarsi maggiormente per la ripresa della Siria, affinché venga accelerato il processo di ripresa dopo il tragico terremoto che ha devastato una popolazione in condizioni già drammatiche;
  • potenziare gli aiuti essenziali, garantendo in particolare acqua pulita e sicura alla popolazione in stato di necessità;
  • aumentare immediatamente gli aiuti necessari a rispondere all’emergenza umanitaria in corso in Siria.

L’ACQUA È UN BENE DI TUTTI E TUTTE

Avere acqua sicura e accessibile è un elemento essenziale per la nostra vita. Per tante persone è ancora oggi un sogno. La buona notizia è che c’è abbastanza acqua sul pianeta per realizzarlo. Ma a causa di interessi economici, infrastrutture insufficienti e cambiamento climatico, migliaia di persone, per la maggior parte bambini, muoiono ogni anno per malattie legate alla mancanza di acqua e di strutture igienico-sanitarie.

Dì basta a questa ingiustizia e ricevi l’ebook per imparare a risparmiare più acqua!

Il Corno d’Africa è colpito dalla peggiore siccità degli ultimi 40 anni, era dal 1981 che non si presentava uno scenario così terribile. La situazione è disperataCon la firma all’appello si chiede :

  • il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nella Dichiarazione di Malabo del 2014, per dimezzare la povertà e superare la piaga della fame entro il 2025, aumentando gli investimenti in agricoltura ad almeno il 10% dei bilanci pubblici e incoraggiando le donne e i giovani nelle imprese agricole e promuovere il commercio agricolo intra-africano; 
  • lo sviluppo di piani nazionali di investimento agricolo volti al sostegno dei piccoli agricoltori, nei settori delle colture non redditizie; 
  • un impegno concreto per la risoluzione non violenta dei conflitti e per il rispetto dei meccanismi di pace e sicurezza africani che prevengono e risolvono i conflitti.  
  • l’adozione e ratifica del Protocollo della Carta africana sui diritti dei cittadini alla protezione e alla sicurezza sociale, con riferimento particolare all’accesso e al diritto al cibo; 
  • di fare pressione sui grandi inquinatori, come Cina e Stati Uniti, perché riducano le proprie emissioni, pagando i danni della crisi climatica e sostenendo l’Africa per mitigarne gli impatti. 

STOP ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

Un dramma che si ripete ogni giorno, in ogni luogo e che colpisce donne di ogni età: madri, ragazze, bambine, indipendentemente da provenienza, condizione sociale o economica.

1 donna su 3 – circa 736 milioni – ha subito violenza fisica o sessuale durante la propria vita.

Un dramma che non ha confini e che assume tante forme: violenza domestica, minacce fisiche, molestie sessuali e stalking. Un dramma che rappresenta una delle principali cause di morte, malattia e disabilità in Italia e nel mondo, alimentato da un colpevole silenzio, frutto di aberranti pratiche sociali che ancora oggi vengono accettate.

La violenza contro donne e bambine è una tra le più diffuse violazioni dei diritti umani.

 

MANIFESTO PER UN FUTURO DI UGUAGLIANZA

Per dare impulso alla creazione di società più eque, mobili e dinamiche che possano anche contemplare le disuguaglianze, ma in cui le traiettorie e le distanze socio-economiche tra le persone non siano frutto dell’esercizio di potere indebito, e non derivino da vantaggi ingiustificati ci impegniamo a

  • denunciare e combattere gli abusi di potere economico distribuito in maniera estremamente squilibrata, le forme di condizionamento delle decisioni pubbliche a tutela di interessi particolari, le barriere all’affermazione sociale, economica e politica delle donne e delle persone LGBTQI+, e tutte quelle forme, esplicite o implicite, di discriminazione e sfruttamento, come quelle che si manifestano sul mercato del lavoro;
  • portare aiuto concreto a chi è vittima dei conflitti, degli effetti devastanti del cambiamento climatico, a chi non ha accesso a cibo e acqua pulita e ci impegniamo a creare il cambiamento necessario affinché questo non debba più accadere.

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