Il mio piccolo viaggio attraverso l’arte continua. Questa volta mi ha portata a Napoli, a Villa Pignatelli, dove il 21 gennaio 2026 è stata inaugurata la mostra “Warhol vs Banksy – Passaggio a Napoli”, un confronto tra due artisti lontani per epoca, linguaggio e biografia, ma capaci di rincorrersi, sorprendentemente, sul terreno della critica sociale, dello sguardo sul potere e sull’essere umano.

La mostra, curata da Sabina de Gregori e Giuseppe Stagnitta, presenta oltre cento opere che mettono a confronto Andy Warhol e Banksy. All’inaugurazione erano presenti, tra gli altri, il Direttore Generale dei Musei Massimo Osanna e il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati Federico Mollicone. L’esposizione è patrocinata dal Ministero della Cultura e dal Comune di Napoli e sarà aperta al pubblico fino al 2 giugno 2026.

Villa Pignatelli si conferma così non solo come spazio espositivo, ma come luogo capace di accogliere e mettere in dialogo grandi narrazioni dell’arte contemporanea, inserendole in un contesto storico che amplifica il valore simbolico delle opere.

Entrare nelle sale significa attraversare due universi.

Da un lato Andy Warhol, che ha trasformato la società dei consumi, i media e la riproducibilità dell’immagine in linguaggio artistico. Warhol osserva, registra, ripete. Trasforma il dollaro, i volti celebri, gli oggetti quotidiani e i disastri in icone. In questo processo ciò che è umano diventa immagine, ciò che è tragedia diventa superficie, ciò che è valore diventa merce. Non denuncia: mostra. E proprio in questo gesto, apparentemente neutro, apre una frattura che continua a interrogarci.

Lo si vede anche nel nucleo dedicato al denaro. Il dollaro firmato da Warhol diventa opera, rivelando il meccanismo attraverso cui il valore si costruisce e si mitizza. Accanto, Banksy risponde con le sue false banconote, le Di-faced Tenners, lanciate realmente tra la folla. Non immagini da guardare, ma oggetti messi in circolazione. Qui il sistema non è solo esposto: è attraversato.

Dall’altro lato c’è Banksy, artista senza volto, che dell’arte fa un gesto diretto, urbano, spesso clandestino. Le sue opere nascono nei luoghi del conflitto, sulle pareti delle città, lungo le crepe del presente. Guerra, infanzia, controllo, potere, disuguaglianze, identità, migrazioni: il suo immaginario è immediato, simbolico, talvolta ironico, talvolta durissimo.

Tra le opere presenti in mostra, assume un valore particolare anche la Madonna con la pistola, il celebre intervento realizzato da Banksy nel centro storico di Napoli. Un’immagine che accosta sacro e violenza, devozione e minaccia, e che è entrata nel tessuto simbolico della città. Dentro la mostra, la Madonna con la pistola porta con sé tutto il peso di questo contesto: non è solo un’icona, ma una presenza che nasce da una strada precisa, da una città segnata da contraddizioni profonde, dove sacralità e ferita convivono nello stesso spazio.

Tra le immagini più iconiche, la Bambina con il palloncino continua a imporsi come una delle più potenti. Una figura semplice: una bambina, un palloncino rosso a forma di cuore, un gesto sospeso tra il lasciare andare e il tentare di afferrare. Dentro questa semplicità si concentra una metafora densa: innocenza, perdita, desiderio, fragilità dei sogni. Quel palloncino che vola via può essere amore, speranza, tutto ciò che rischia di sfuggirci. Eppure la mano resta tesa.

Tra le opere più destabilizzanti, Queen Vic colpisce per la sua forza simbolica. Banksy riprende il ritratto severo della regina Vittoria e lo stravolge, trasformandolo in un’immagine provocatoria che smonta l’ipocrisia di un potere che impone regole morali mentre nega libertà fondamentali. Il corpo diventa il luogo dello scontro. L’icona si trasforma in cortocircuito.

Nel percorso espositivo questi due sguardi si incontrano senza confondersi. Warhol smonta il meccanismo. Banksy lo attraversa e lo colpisce. E in questo rincorrersi emerge una domanda comune: che cosa stiamo diventando?

La dimensione sociale di Banksy, tuttavia, non si esaurisce nelle immagini. Nel corso degli anni, accanto al lavoro artistico, ha sostenuto anche iniziative concrete legate a temi umanitari.

Tra queste, il finanziamento della nave di soccorso Louise Michel, restaurata e ridipinta di rosa, oggi operativa nel Mediterraneo centrale. Nel luglio 2024, come riportato da Reuters, la nave è stata bloccata per venti giorni nel porto di Lampedusa dopo un’operazione di soccorso. Un episodio che ha riacceso il dibattito sulle restrizioni imposte alle navi umanitarie e sulla gestione delle migrazioni.

Nel febbraio 2023, nel giorno di San Valentino, Banksy ha inoltre realizzato a Margate il murale Valentine’s Day Mascara: una casalinga anni Cinquanta, apparentemente sorridente, spinge un uomo dentro un vecchio congelatore. Solo avvicinandosi si notano i segni della violenza subita. Qui la vittima si ribella. Nei giorni successivi il congelatore è stato rimosso, lasciando il murale mutilato. Un’assenza che ne ha amplificato il senso.

A questo punto, il percorso della mostra sembra non fermarsi nelle sale.

Nelle opere appese alle pareti torna sempre una fragilità esposta. Qualcosa che potrebbe andare perduto. Qualcosa che chiede di essere visto prima che sia troppo tardi.

In questo senso, il “passaggio” evocato dal titolo non è soltanto tra due artisti, ma tra due modi di stare nel reale: uno che lo riflette e lo amplifica, l’altro che lo attraversa per renderlo visibile.

In questo dialogo tra Warhol e Banksy, l’arte si conferma come uno spazio capace di generare domande e di attraversare il presente, mantenendo aperta una relazione con ciò che siamo.

Galleria fotografica  di Lucia Montanaro

Inaugurazione della mostra “Warhol vs Banksy – Passaggio a Napoli”, Villa Pignatelli, Napoli.

Girl with Balloon – Banksy La “Bambina con il palloncino”, una delle opere più iconiche in mostra

Andy Warhol – Liza MinnelliDisco e chitarra firmata esposti nella mostra.

Andy Warhol – Liza Minnelli
Disco e chitarra firmata esposti nella mostra.

Opere di Banksy in mostra Allestimento con stencil e serigrafie di Banksy.

Opere di Andy Warhol esposte a Villa Pignatelli Vinili, ritratti e materiali legati alla cultura pop.

Pubblico all’inaugurazione della mostra Villa Pignatelli, Napoli.

Presentazione istituzionale della mostra Intervento delle autorità e dei curatori all’inaugurazione.

Banksy – Il lanciatore di fiori, simbolo di protesta nonviolenta

Massimo Osanna (Direttore Generale Musei) e Federico Mollicone (Presidente Commissione Cultura) a Villa Pignatelli

Inaugurazione della mostra “Warhol vs Banksy” a Villa Pignatelli

Madonna con la pistola – BanksyOpera esposta nella mostra “Warhol vs Banksy – Passaggio a Napoli”.

Madonna con la pistola – Banksy
Opera esposta nella mostra “Warhol vs Banksy – Passaggio a Napoli”. 

Banksy, Queen Vic, in mostra a Villa Pignatelli

Banksy, Queen Vic, in mostra a Villa Pignatelli