Molte donne hanno contribuito alla crescita culturale, sociale ed economica del nostro Paese, pur rimanendo spesso “invisibili”. Sono donne che hanno lasciato un segno profondo nelle comunità locali, nelle arti, nello sport, nell’imprenditoria e in molti altri ambiti della vita pubblica.

L’iniziativa del Dipartimento delle Pari Opportunità denominata “L’Italia delle donne” vuole far conoscere queste vite ad un pubblico più ampio, attraverso un viaggio alla riscoperta di biografie di donne che hanno saputo cambiare il destino di intere comunità. Con la prima edizione sono state recuperate le storie di tante donne provenienti da ogni angolo d’Italia che hanno trovato spazio sul sito e sui canali social del Dipartimento per le Pari Opportunità (Instagram e Facebook).

L’obiettivo è quello di offrire alle nuove generazioni modelli femminili di coraggio e determinazione. Come, per esempio, Ninetta Bartoli, la prima Sindaca d’Italia, che ha lavorato sodo per superare l’arretratezza della sua comunità, il Comune di Borutta, costruendo infrastrutture e proteggendo il patrimonio architettonico, o Alma Fragiacomo Dorfles, pioniera del teatro d’avanguardia a Trieste, che ha salvato numerose vite durante la Seconda Guerra Mondiale, falsificando i registri parrocchiali. Per la seconda edizione dell’Avviso “L’Italia delle donne” (2025) per l’individuazione di figure femminili da promuovere a livello nazionale e locale sono ancora aperte le candidature.

Il nuovo Avviso “L’Italia delle donne” II Edizione (2025) prevede nuovi e diversi settori invitando i soggetti proponenti (Regioni e Province autonome, Enti locali, Archivi di Stato, Biblioteche, Enti di ricerca e Università, Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado) a presentare biografie di donne che si sono distinte nei campi del lavoro e dell’impresa (“Donne imprenditrici”), delle discipline sportive (“Donne dello Sport”) e delle arti creative (“Donne delle arti”), valorizzando l’identità dei territori e le memorie locali, a partire dall’XI secolo e fino al 31 dicembre 2018. Le proposte devono essere presentate, utilizzando il modello allegato all’Avviso, a mezzo PEC all’indirizzo: politichepariopportunita@pec.governo.it, entro le ore 16.00 del 31 gennaio 2026.

Queste alcune altre donne della prima edizione dell’Avviso “L’Italia delle donne”. Enrica Molfino, donna delle istituzioni proposta dal Comune di Caiazzo. Una figura chiave della politica locale nel dopoguerra, il cui impegno politico si concretizzò nel 1946, quando fu eletta tra le file del partito liberale nell’amministrazione comunale di Caiazzo. Ricoprì i ruoli di assessore, vicesindaco e sindaco facente funzioni durante. Rieletta nel 1952 e nel 1960 con la Democrazia Cristiana, fu tra le prime donne a guidare un’amministrazione comunale in un’epoca di grandi cambiamenti e con impegno e determinazione, continuò a servire la sua comunità fino al 1964, lasciando un segno indelebile nella storia politica di Caiazzo.

Carmen Artocchini, la donna “di penna” proposta dall’Archivio di Stato di Piacenza. Esperta di tradizioni popolari, giornalista, scrittrice e storica, Carmen Artocchini partecipò alla Resistenza e promosse il diritto di voto alle donne, contribuendo anche alla fondazione del Soroptimist a Piacenza. Dedicò la sua vita a raccogliere, preservare e valorizzare le sue conoscenze sul territorio piacentino, attraverso un lavoro instancabile tra biblioteche, musei, archivi storici statali e parrocchiali e tramite ricerche sul campo a contatto con i cittadini e le loro tradizioni. Le sue pubblicazioni costituiscono una preziosa mappa storica del piacentino, in cui spicca l’attenzione dedicata alle donne.

Francesca Baggio, la protettrice delle donne di Asti, proposta dalla Regione Piemonte. Attivista instancabile, fu presidente del Centro Italiano Difesa Donna di Asti, aiutando le donne in difficoltà dopo la chiusura delle case di tolleranza nel 1958. Nel 1975 apre il consultorio famiglia del Centro Italiano Femminile ad Arti e Mestieri, fondando inoltre la Scuola Comunale Femminile di Arti e Mestieri, la cui evoluzione negli anni ha portato all’Istituto Statale d’Arte e all’attuale liceo Artistico. Il suo impegno ha lasciato un segno indelebile nella comunità.

Maria Accascina, la storica dell’arte siciliana, proposta dal Museo regionale interdisciplinare di Messina “Maria Accascina”. Tra le figure più rappresentative della storiografia siciliana, Maria Accascina fu direttrice di Musei, tra cui il museo nazionale di Messina, e professoressa nelle Università di Roma, Cagliari e Messina. Tra le più autorevoli studiose dell’arte siciliana, ha saputo superare il tradizionale divario tra “arti maggiori” e “arti minori”, valorizzando anche gioielleria, argenteria, oreficeria, coralli e ricami sacri con giudizi critici e tutt’ora di grande attualità.

Qui le “20 prime donne incredibili”

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