In Minnesota, gli agenti federali hanno lanciato gas lacrimogeni, palline al pepe e granate stordenti contro i manifestanti che si erano radunati mercoledì sera vicino al luogo in cui un agente federale ha sparato e ferito un uomo nella zona nord di Minneapolis.

Il sindaco Jacob Frey ha dichiarato dopo la sparatoria che i dettagli rimangono poco chiari, pur condannando ancora una volta l’ondata di agenti dell’ICE che ha invaso le Twin Cities. Testimoni hanno riferito allo Star Tribune che una serie di colpi di pistola ha fatto seguito a un inseguimento in auto e a piedi che ha coinvolto agenti federali, i quali avrebbero ordinato ai residenti di uscire dalle loro case con le mani in alto. Diverse persone, tra cui alcuni bambini, sono quindi uscite nel freddo gelido.

Secondo l’amministrazione Trump, la vittima è stata colpita alla gamba dopo aver opposto resistenza all’arresto e aver “aggredito violentemente” un agente. Minneapolis ha registrato tre sparatorie dal giorno di Capodanno. Due di queste sono state compiute da agenti federali. In una dichiarazione video rilasciata poco prima dell’ultima sparatoria, il governatore del Minnesota Tim Walz ha condannato quella che ha definito “una campagna di brutalità organizzata contro la popolazione del Minnesota da parte del nostro stesso governo federale”.

“Agenti dell’ICE armati, mascherati e poco addestrati stanno andando di porta in porta, ordinando alle persone di indicare dove vivono i loro vicini di colore. Fermano indiscriminatamente le persone, compresi i cittadini statunitensi e chiedono loro di mostrare i documenti. Nei negozi di alimentari, alle fermate degli autobus, persino nelle nostre scuole, rompono le finestre, trascinano per strada donne incinte, ghermiscono cittadini del Minnesota e li spingono in furgoni senza contrassegni, rapendo persone innocenti senza alcun preavviso e senza un regolare processo” ha denunciato il governatore del Minnesota Tim Walz.

 

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