Ancora record di persecuzione anticristiana nel mondo. Una persecuzione mai così intensa in 33 anni di ricerca: salgono infatti da 380 a oltre 388 milioni nel mondo i cristiani che sperimentano almeno un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede (1 cristiano ogni 7). E di questi, 201 milioni sono donne o bambine, mentre parlando di minori di 15 anni, almeno 110 milioni sono bambini e ragazzi.

Sono alcuni dei dati della WORLD WATCH LIST 2026 (WWL) pubblicata da Porte Aperte. Tra i circa 100 Paesi monitorati si conferma l’impressionante accelerazione degli ultimi 15 anni e salgono da 13 a 15 i  Paesi con un livello estremo. La Corea del Nord da 24 anni (eccetto nella WWL 2022) risulta stabile al 1° posto, mentre i Paesi con un punteggio massimo nella violenza sono tutti africani (Nigeria, Sudan e Mali): in Africa Subsahariana, la violenza è in aumento e le governance fragili lasciano i cristiani particolarmente esposti. Oltre alla violenza c’è anche la pressione che costringe i cristiani all’isolamento o alla clandestinità: cresce il fenomeno della Chiesa nascosta o underground, già presente in nazioni come Corea del Nord, Somalia, Yemen, Libia, Eritrea, Afghanistan, e ora tocca anche nazioni del Nordafrica come l’Algeria, oltre ad altre meno prevedibili come Maldive e Iran. Tornano poi ad aumentare le uccisioni di cristiani, da 4.476 a 4.849: la Nigeria rimane epicentro di massacri con 3.490 vittime e risulta costante l’aumento di vittime di abusi, stupri e matrimoni forzati (da 3.944 a 5.202): la punta di un iceberg difficile da misurare. Diminuiscono invece gli attacchi contro le chiese (da 7.679 a 3.632) e contro le case e i negozi (da 28.368 a 25.794).

La portata della persecuzione anticristiana nei 14 Paesi dell’Africa Subsahariana presenti nella World Watch List è impressionante. La Nigeria è il sesto Paese più popoloso al mondo e l’Etiopia è l’undicesimo: insieme sono più grandi degli Stati Uniti. Questi 14 Paesi contano più di 721 milioni di persone, quasi la metà delle quali si identifica come cristiana. Un cristiano su otto nel mondo vive nei 14 Paesi subsahariani che compaiono nella World Watch List 2026. Nel corso del tempo, un numero crescente di Paesi di questa vasta regione è entrato gradualmente nella World Watch List, salendo di posizione. E il motivo principale di questo persistente spostamento verso la parte alta della World Watch List è stato l’aumento dei livelli di violenza. Per essere precisi: nel 2026, solo tre Paesi nella lista hanno il punteggio massimo di 16,7 per la violenza, tutti e tre sono Paesi subsahariani: Sudan, Nigeria e Mali. Il punteggio di violenza della Nigeria è stato il più alto possibile per 8 anni consecutivi e 9 degli ultimi 11. Secondo le ricerche di Porte Aperte, ogni anno migliaia di cristiani nigeriani vengono uccisi a causa della loro fede. Ogni anno il numero può aumentare o diminuire di mille o più unità, ma rimane comunque così elevato da garantire il punteggio massimo di violenza del Paese.

Dal 2020 a oggi, ha dichiarato Cristian Nani, direttore di Porte Aperte, non solo i massacri e i rapimenti, ma le oltre 47.000 chiese, ospedali e scuole cristiane attaccate o chiuse, più di 108.000 case e attività economiche saccheggiate o distrutte, costringono alla fuga famiglie ed intere comunità cristiane, dando vita a esodi inumani e a una ‘Chiesa profuga’ che grida aiuto! 201 milioni di donne e bambine cristiane sperimentano l’odio e l’intolleranza a causa della loro libera scelta di fede. Crescono gli abusi, le segregazioni domestiche, come arma per piegare la loro volontà. 388 milioni di cristiani nel mondo non godono del diritto umano fondamentale di credere in ciò che vogliono. Quanti altri cristiani uccisi, sfollati, abusati e incarcerati dobbiamo contare prima di porre al centro del dibattito politico la libertà religiosa? Ci sono nazioni come Corea del Nord, Somalia, Eritrea, Libia, Afghanistan, in cui l’unico modo per vivere la fede cristiana è clandestinamente. Il governo algerino chiude tutte le chiese protestanti, mentre quello cinese vessa quelle che osano rivendicare la libertà di credo e quello iraniano va a caccia di cristiani che si riuniscono nelle case. La Chiesa nascosta è forse quella più in crescita nel mondo. In 33 anni di ricerca, registriamo un costante aumento della persecuzione anticristiana in termini assoluti!  

Il 2025 è di nuovo anno record dell’intolleranza: 1 cristiano su 7 patisce discriminazione o persecuzione a causa della sua fede: è cruciale tornare a parlare di libertà religiosa nel dibattito pubblico. Porte Aperte chiede al governo di promuovere: la libertà religiosa come priorità diplomatica, integrandola nei negoziati commerciali; l’alfabetizzazione religiosa dei propri funzionari a vari livelli; la collaborazione con attori religiosi locali, soprattutto in aree sensibili come il Sahel, per garantire equità nella distribuzione degli aiuti, prevenendo discriminazioni”.

Qui il Rapporto completo: https://www.porteaperteitalia.org/wp-content/uploads/Report_WWL2026.pdf.