I partecipanti alla Global Sumud Flotilla sono appena sopravvissuti a 40 ore di crudeltà deliberata a bordo di una nave della marina delle forze di sicurezza israeliane nelle acque greche.
È stato loro negato cibo e acqua a sufficienza. Sono stati costretti a dormire su pavimenti che venivano deliberatamente e ripetutamente allagati.
Quando i militari hanno cercato di rapire due partecipanti, Saif Abukeshek (Spagna / origini palestinesi) e Thiago Ávila (Brasile), l’equipaggio ha opposto resistenza pacifica e la risposta è stata di pura violenza.
I partecipanti sono stati presi a pugni e calci e trascinati sul ponte con le mani legate dietro la schiena. Hanno riportato fratture al naso, costole incrinate e ferite da percosse. Nel caos sono stati persino sparati dei colpi contro di loro.
La polizia greca sta ora trattenendo l’equipaggio malconcio sugli autobus, negando loro la libertà di andarsene, mentre Saif e Thiago sono stati rapiti e portati nella Palestina occupata contro la loro volontà. 60 partecipanti hanno immediatamente iniziato uno sciopero della fame.
Chiediamo a tutti i governi di fare tutto ciò che possono per esercitare pressione sul regime israeliano affinché liberi tutti i rapiti in modo illegale.
Il governo greco sta favorendo un’operazione internazionale di rapimento di cittadini provenienti da Paesi terzi e sta acconsentendo a palesi violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto del mare.
Il rapimento di Saif Abukeshek è avvenuto su un’imbarcazione battente bandiera italiana: questo impone all’Italia precisi obblighi di protezione e di adoperarsi per porre fine a questa situazione grave e illegittima. Tra le imbarcazioni sequestrate figurano almeno 7 battenti bandiera italiana, e tra le persone a bordo risultano 23 cittadini italiani. L’azione delle forze israeliane configura, ai sensi della legislazione italiana, una serie di ipotesi di reato: tra le quali il tentato omicidio, il tentato naufragio, il danneggiamento seguito da pericolo di naufragio, il sequestro di persona e la violazione delle norme previste dalle convenzioni internazionali sulla navigazione ratificate dall’Italia. Il trasferimento in Israele e la detenzione nelle carceri israeliane espongono inoltre le attiviste e gli attivisti al rischio di tortura e trattamenti inumani e degradanti.
Chiediamo con urgenza al governo italiano di:
- Avviare immediatamente misure di protezione consolare e di assistenza legale volte ad assicurare l’immediato rilascio e l’incolumità di tutti i partecipanti alla missione umanitaria imbarcati su navi battenti bandiera italiana.
- Condannare pubblicamente e formalmente gli atti posti in essere da Israele contro la missione della Global Sumud Flotilla e avviare l’accertamento delle responsabilità per i crimini perpetrati.
- Inviare immediatamente una nota diplomatica formale e pubblica al governo di Israele, per riaffermare la natura umanitaria della Global Sumud Flotilla e chiedere formalmente a Israele di non interferire con il suo passaggio.
- Adoperarsi per il rilascio delle imbarcazioni illegalmente sequestrate e del carico umanitario presente a bordo al momento dell’abbordaggio.











