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Attraverso un comunicato stampa del 25 marzo scorso la Commissione Europea ha annunciato, con toni piuttosto trionfalistici, la nascita del nuovo programma di investimenti nel settore militare. Denominato AGILE (Accelerating Groundbreaking Innovation for Defence in Europe), lo strumento mira ad accelerare i cicli di innovazione dei prodotti e delle tecnologie emergenti per la difesa sviluppati dalle piccole e medie imprese nell’Unione Europea, nonché a facilitarne l’adozione da parte delle Forze Armate dei vari paesi membri. |
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Con una durata che va dall’inizio alla fine del 2027, AGILE comporta l’immissione di ulteriori 115 milioni di euro nel settore militare, che vanno ad aggiungersi ai molti altri finanziamenti comunitari stanziati tramite il programma EUDIS (EU Defense Innovation Scheme) – rivolti sempre principalmente alle PMI –, facente parte del più vasto Fondo Europeo per la Difesa (FED). Quest’ultimo, per il periodo 2021-2027, mobilita complessivamente ben 7,3 miliardi. |
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Oltre ai paesi facenti parte dell’UE e a quelli membri dell’Associazione europea di libero scambio, AGILE sarà aperto all’Ucraina1. Nell’ambito delle operazioni di aggiudicazione di fondi AGILE per un progetto di ricerca e sviluppo militare, inoltre, saranno ammissibili proposte gestite «direttamente o indirettamente» da organizzazioni internazionali2 – tra le quali va annoverata d’ufficio la NATO. |
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Per quanto AGILE vieti l’assegnazione di fondi per «lo sviluppo di prodotti e tecnologie il cui utilizzo, sviluppo o produzione sono vietati dal diritto internazionale applicabile»3 (ad esempio specifici tipi di bombe), l’ambito di applicazione del programma è piuttosto onnicomprensivo e, oltre ad ammettere tutte le tecnologie dual-use (ossia a possibile uso sia civile che militare), riguarda sicuramente i settori de «l’intelligenza artificiale, la computazione quantistica, la robotica, la sicurezza informatica e lo spazio»4. I molteplici riferimenti al Regolamento europeo per l’energia atomica (Euratom) contenuti nel testo di legge, infine, lasciano supporre che siano ammissibili al finanziamento da parte di AGILE anche progetti di ricerca e sviluppo aventi per oggetto la sicurezza del sistema nucleare di approvvigionamento energetico. |
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È fortemente preoccupante che il programma preveda di facilitare l’adozione delle nuove tecnologie militari da parte degli eserciti anche per mezzo di «test e dimostrazioni sul campo»5 di battaglia, oltre che nelle «strutture di prova e sperimentazione dell’UE».6 La precedente giurisprudenza europea, fra l’altro, consente la sospensione delle norme regolatorie per la sperimentazione delle nuove tecnologie a Intelligenza Artificiale dual-use7e non regola la sperimentazione di quelle prettamente a uso bellico.8 |
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AGILE, infine, prevede la predisposizione di un «programma di lavoro» che corrisponde alla pianificazione annuale dei progetti bellici da finanziare con i 115 milioni di euro previsti. Tale programma è disciplinato dal Regolamento Euratom9, in base al quale normalmente i progetti a finalità esclusivamente militare non riescono ad accedere al finanziamento. Pertanto la relazione tra AGILE ed Euratom potrebbe rischiare di facilitare, dal punto di vista giurisprudenziale, un’interpretazione meno regolatoria e limitativa del Regolamento, con tutto ciò che ne potrà conseguire in futuro. |
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In conclusione, la base economica di AGILE è costituita da: |
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– la necessità di fronteggiare la riduzione temporale dei cicli d’innovazione delle nuove tecnologie e armamenti nel settore della difesa (ci vuole sempre meno tempo per sviluppare nuove armi o nuovi sistemi d’arma); |
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1 2026/0078 (COD), art. 7, c. 1, lett. “b”. |











