Sabato 28 marzo 2026 sia a Chiavari che a La Spezia ci siamo attivate raccogliendo l’appello delle donne di Palermo e di Pinerolo che hanno lanciato l’iniziativa “10 100 1000 piazze per la Pace”. Una manifestazione che ha visto complessivamente l’adesione di gruppi di donne in 167 Comuni piccoli medi e grandi della penisola, nella quale ci siamo in tante ritrovate a tessere, cucire, ricamare in piazza in modi diversi per testimoniare insieme la volontà di pace e per affermare che la guerra è inaccettabile, va fermata. Abbiamo creato un arazzo ricamato con un verso di Alda Merini e con gli elementi colorati e creativi della natura, un intreccio di stoffe con diverse tonalità realizzato dentro una grande rete da pesca.

Abbiamo scelto azioni che esprimono fattivamente, oltre che simbolicamente, attenzione e sensibilità e che producono bellezza, esperienze da affermare in risposta e in alternativa alla logica della distruzione e della forza, che, se non arginata, rischia di annientarci e di annientare la vita. In piazza per dire con un approccio “altro” che la pace può costruirsi solo con pazienza, cura, tempo, tessendo relazioni, cucendo strappi esistenziali, rimettendo insieme pezzi di storia. A ben guardare, la guerra compie una sola azione molto semplice: distrugge la vita in ogni sua manifestazione. Molto complesso è invece il lavoro di “ricamo” delle relazioni di pace…. Un lavoro sottile, fatto di fili da maneggiare con cura, da annodare, unire, per dar loro una forma armonica e resistente. Se cade un punto, se un nodo si scioglie, tutta la trama può tramutarsi in un groviglio di fili, ma il lavoro di questa tessitura può avanzare  solo nella relazione, nella responsabilità, nel rifiuto di ogni predominio.

Il 18 aprile in diverse piazze saranno nuovamente presenti le donne con i loro arazzi e i momenti previsti di incontro dove non è stato possibile, soprattutto per ragioni di maltempo, organizzarsi nella data del 28 marzo scorso.

Ma il cammino non si ferma qui. A Roma il 21 giugno in piazza confluiremo da ogni parte del nostro Paese: saremo presenti con i nostri corpi, i nostri tessuti, i nostri colori, la nostra voce, la nostra ferma contrarietà alla guerra in tutte le sue forme. Saremo a Roma, per condividere queste nostre realizzazioni, per unirle entro un’unica grande opera, per farla crescere. Insieme.

Foto di Donne per la pace Chiavari e Donne per la pace La Spezia