La Fondazione Hind Rajab (HRF) ha presentato questa mattina 23 marzo in Italia, tramite un avvocato italiano, una denuncia penale contro l’ex comandante militare israeliano Ofer Winter, accusandolo di crimini di guerra e istigazione al genocidio in corso a Gaza dal 2023.
La denuncia è accompagnata da un dettagliato rapporto investigativo, che raccoglie prove documentali, comprese dichiarazioni pubbliche e fornisce un’analisi della condotta di Winter, elencando le dichiarazioni pubbliche più rilevanti che criticano l’attuale strategia militare, ritenuta insufficientemente dura e fomentando un linguaggio genocidario che incita allo svuotamento di Gaza attraverso la deportazione forzata o la fame del popolo palestinese e presentando tali misure come necessarie per la vittoria militare.
La denuncia giunge mentre Winter si appresta a recarsi in Italia la prossima settimana per partecipare a eventi pubblici in cui è previsto che intervenga.
Dal 31 marzo al 9 aprile, infatti, Ofer Winter sarebbe invitato come relatore speciale a Capaccio Paestum, nell’ambito di un pacchetto vacanze organizzato per la Pasqua ebraica da un’agenzia israeliana.
Ofer Winter è un esponente di spicco dell’ultranazionalismo israeliano che negli ultimi due anni e mezzo ha invocato l’eliminazione totale e il trasferimento forzato della popolazione palestinese dai territori occupati.
L’arrivo in Italia di Ofer Winter non è una questione diplomatica da gestire con discrezione, ma una questione di diritto e obbliga lo Stato italiano a scegliere se rispettare i propri obblighi giuridici o svuotarli di significato.
Ofer Winter non è un visitatore qualunque. Secondo il rapporto investigativo della Hind Rajab Foundation, il suo operato durante l’operazione “Protective Edge” del 2014 e le sue dichiarazioni pubbliche successive sollevano accuse credibili di gravi violazioni del diritto internazionale umanitario; l’Italia è vincolata da obblighi giuridici precisi, derivanti dallo Statuto di Roma, dalle Convenzioni di Ginevra e dal proprio ordinamento interno.
Il ricorso afferma che le autorità italiane hanno sia la giurisdizione che l’obbligo legale di agire. In base al diritto internazionale e al suo recepimento negli ordinamenti giuridici nazionali, gli Stati devono indagare e perseguire gli individui sospettati di crimini di guerra quando si trovano sul loro territorio. Il ricorso chiede pertanto l’apertura di un’indagine penale formale.
“Questi crimini non hanno prescrizione. Ciò che vediamo oggi è che individui che hanno commesso crimini di guerra nel 2014 sono ora parte integrante della macchina genocida israeliana che opera a Gaza. Ofer Winter sta arrivando in Italia e all’Italia non viene chiesto di valutare la geopolitica, ma di applicare obblighi giuridici vincolanti che scattano automaticamente con la sua presenza” ha affermato Dyab Abou Jahjah, direttore generale della Fondazione Hind Rajab
“Ofer Winter, che ha commesso crimini di guerra nel corso della sua carriera, rimane un criminale di guerra. Grazie alla sua impunità, ora incita altri a commettere genocidio. Ecco perché è fondamentale perseguire la giustizia: l’impunità non si limita a ignorare i crimini passati, ma li rende possibili in futuro” ha detto Natacha Bracq, responsabile del contenzioso presso HRF.
Non si tratta di principi astratti, ma di doveri concreti. Quando una persona sospettata di crimini internazionali entra nel territorio nazionale, lo Stato ha l’obbligo di attivarsi, verificare, indagare e anche arrestare.
Ignorare tali obblighi per ragioni politiche contribuisce all’erosione del diritto internazionale, già segnato da una lunga storia di applicazione selettiva.
Questo rappresenta un banco di prova concreto. L’Italia può scegliere di applicare il diritto che dichiara di difendere, oppure dimostrare che tali principi valgono solo in modo selettivo.
Vietare l’ingresso di Ofer Winter in Italia significherebbe dare attuazione concreta al diritto internazionale e ai principi sanciti dalla Costituzione italiana.
Firma l’appello per l’arresto di Ofer Winter
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