In concomitanza della prima udienza dell’azione legale collettiva italiana promossa da diverse associazioni per chiedere l’annullamento dei contratti di fornitura di armamenti tra Leonardo Spa e Israele, venerdì 27 marzo in provincia di Varese abbiamo organizzato un flashmob.

Con la recit-azione abbiamo rappresentato il processo a Netanyahu, impersonato da un attivista che ne indossava la maschera e che aveva le mani legate (ammanettate) e appeso al collo un cartello con scritto “criminale di guerra”.

Mentre Netanyahu veniva condotto davanti alla Corte Penale Internazionale, raffigurata da un attivista travestito da giudice, gli si avvicinava un attore che impersonava l’AD di Leonardo SpA, Cingolani, che con al proprio fianco un’attrice che impersonava Giorgia Meloni consegnava al premier israeliano un M346 (riprodotto su cartone).

Sullo sfondo della scena della performance c’era lo striscione con il titolo della campagna “In nome della legge, giù le armi Leonardo!“, l’iniziativa di sostegno ai promotori dell’azione legale collettiva che mira a far rispettare la legge 185/90 e la Costituzione e, sostenendo che la fornitura ad Israele alimenti la violazioni dei diritti umani e il genocidio della popolazione palestinese, far annullare i contratti che impegnano Leonardo SpA e lo Stato italiano alla consegna di armi e mezzi e strumenti bellici all’IDF.

Il filmato che documenta il flash mob ora è diffuso sui social media e verrà consegnato agli organizzatori della campagna, la cittadina palestinese Hala Abulebdeh che nei bombardamenti contro Gaza ha perso tutta la propria famiglia ed è impegnata nell’azione legale collettiva insieme alle associazioni italiane A Buon Diritto, Acli, Arci, AssoPace-Palestina, Attac Italia, Pax Christi e Un Ponte Per.

 

L’Italia continua a esportare armamenti verso Israele mentre Gaza viene devastata da bombardamenti che hanno causato decine di migliaia di vittime civili. Nel frattempo, la guerra si è allargata all’Iran, Libano e Iraq, con attacchi di Israele all’intera regione. Noi abbiamo deciso di agire in tribunale per dichiarare nulli i contratti stipulati da Leonardo Spa e le sue controllate con lo Stato di Israele. Insieme alla dott.ssa Hala Abulebdeh (Abu Lebdeh), cittadina palestinese, abbiamo promosso questa azione legale per fermare la vendita di armi italiane a Israele. Il 29 settembre 2025 abbiamo depositato una citazione presso il Tribunale civile di Roma per chiedere che vengano dichiarati nulli i contratti di fornitura di armamenti stipulati da Leonardo S.p.A., dalle sue controllate o da soggetti intermediari, con lo Stato di Israele. La citazione chiede l’accertamento della violazione: della Costituzione italiana; della normativa nazionale sull’export di armi; delle norme sovranazionali e degli accertamenti dei competenti organi delle Nazioni Unite. Se il Tribunale riconoscerà la nullità di questi contratti, Leonardo e lo Stato italiano non potranno più garantire sostegno militare a Israele. Chiediamo alla magistratura di accertare le violazioni della Costituzione, della legge 185/1990 e del diritto internazionale umanitario. Chiediamo che sia vietata ogni futura vendita di armi e tecnologie militari a Israele, in particolare quelle utilizzate nelle operazioni militari a terra e in cielo condotte contro la popolazione palestinese – https://www.produzionidalbasso.com/project/fermiamo-la-vendita-di-armi-verso-israele/

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