Commentando il voto del Parlamento Europeo sul Regolamento sulla procedura di rimpatrio alla frontiera (Regolamento rimpatri), Eve Geddie, direttrice dell’ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee, ha diffuso questa dichiarazione:
“Oggi il Parlamento europeo ha votato per ampliare i propositi punitivi dell’Unione Europea basati su arresti ed espulsioni. Il voto, risultato di un accordo tra il Partito Popolare europeo e gruppi politici contrari all’immigrazione, è arrivato al termine di negoziati frettolosi e privi di adeguati controlli e di effettive valutazioni sui diritti umani.
Questo voto è il segnale della crescente tendenza verso politiche dannose, escludenti e spietate in materia d’immigrazione, con preoccupanti ripercussioni per il giusto processo e per le procedure decisionali che devono essere basate sulle prove. Altro che ridurre le situazioni irregolari: queste proposte rischiano d’intrappolare un numero maggiore di persone in situazioni pericolose.
Oggi il Parlamento Europeo ha dato via libera all’aumento di requisiti sproporzionati, sanzioni e limitazioni nell’ambito delle decisioni sui ritorni delle persone e all’espansione del ricorso alla detenzione, per periodi ancora più lunghi e in contrasto con gli standard internazionali sui diritti umani.
Persone rischieranno di finire nei ‘centri per i rimpatri’, veri e propri luoghi di detenzione oltremare situati in Stati dove non hanno mai messo piede in vita loro. Vogliamo essere chiari: questi ‘centri per i rimpatri’ comportano gravi rischi di violazioni dei diritti umani, non possono operare in alcun modo che rispetti i diritti e dovrebbero essere completamente bocciati“.
Ulteriori informazioni
Nel marzo 2025 la Commissione Europea aveva presentato la proposta di un Regolamento per sostituire la Direttiva rimpatri allora vigente. A dicembre Amnesty International aveva ammonito che la posizione del Consiglio Europeo nell’ambito dei negoziati sulla proposta comprendeva “un livello senza precedenti di detenzioni, sanzioni e privazione dei diritti umani basati sullo status migratorio”.
Il 9 marzo 2026 la Commissione libertà, giustizia e affari interni del Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sul Regolamento, al termine di frettolosi negoziati e votazioni su due differenti testi, uno dei quali frutto di un compromesso proposto dal Partito Popolare europeo col sostegno dei Conservatori e Riformisti europei, di Europa delle nazioni sovrane e di Patrioti per l’Europa. Alla fine, è stato questo testo a ricevere il sostegno finale della Commissione libertà, giustizia e affari interni e a essere approvato oggi dal Parlamento come sua posizione negoziale sulla riforma in discussione.
Il voto odierno apre la strada ai negoziati a tre che precederanno l’approvazione ufficiale del Regolamento, che si ritiene arriverà presto.
Maggiori dettagli al link di seguito: https://www.amnesty.it/ue-ecco-perche-il-regolamento-sui-rimpatri-va-respinto/











