Un gruppo di manifestanti ha lanciato pietre contro la sede del comitato municipale del Partito Comunista Cubano.

Sabato mattina presto, un gruppo di persone è sceso in piazza nella città di Morón, nel nord della provincia di Ciego de Ávila, per protestare contro la situazione energetica dell’isola e la difficoltà di accesso al cibo, come riporta il sito web Cubadebate.

La manifestazione, iniziata pacificamente, è degenerata in atti di vandalismo contro la sede del comitato municipale del Partito Comunista Cubano. Un gruppo di manifestanti ha lanciato pietre contro la facciata dell’edificio e ha appiccato un incendio in strada. Anche altri edifici sono stati danneggiati. Secondo quanto riportato dai media, cinque persone sono state arrestate.

A questo proposito, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha riconosciuto il “disagio” causato tra la popolazione cubana dai blackout, “conseguenza del blocco energetico statunitense , crudelmente intensificato negli ultimi mesi”. In tale contesto, ha sottolineato che “le lamentele e le richieste sono legittime, purché espresse con civiltà e rispetto dell’ordine pubblico”.

“Ciò che non sarà mai comprensibile, giustificabile o accettabile è la violenza e il vandalismo che minacciano la pace pubblica e la sicurezza delle nostre istituzioni. Non ci sarà impunità per il vandalismo e la violenza”, ha scritto il presidente sul suo canale Telegram.

Questa settimana, Díaz-Canel ha confermato l’esistenza di dialoghi tra L’Avana e Washington “volti a trovare soluzioni attraverso il dialogo ” alle divergenze bilaterali esistenti tra le due nazioni.

 

Traduttore: italiacuba.it