I sindacati degli insegnanti del Minnesota si sono uniti a due distretti scolastici locali in una causa legale volta a impedire agli agenti federali dell’immigrazione di accedere alle proprietà scolastiche e alle fermate degli autobus. Alcune scuole delle Twin Cities hanno visto fino alla metà degli studenti rimanere a casa durante la repressione dell’ICE.
La causa legale è stata intentata subito dopo che la piccola Elizabeth Zuna Caisaguano, di 10 anni, è stata rilasciata insieme alla madre dal centro di detenzione per immigrati di Dilley, in Texas, dopo che entrambe erano state arrestate dall’ICE quasi un mese fa mentre si recavano a scuola nel sobborgo di Columbia Heights, a Minneapolis. Secondo quanto riferito, la bambina presenta sintomi influenzali ed è stata colpita da orticaria, suscitando timori per la sua salute a causa di un’epidemia di morbillo nella prigione dell’ICE di Dilley.
Intanto il cosiddetto “zar della frontiera” del presidente Trump, Tom Homan, ha dichiarato che 700 agenti federali lasceranno il Minnesota. Homan ha citato quelli che ha definito “progressi significativi” nel costringere i funzionari locali a cooperare con la repressione del governo federale. Il governatore del Minnesota Tim Walz ha definito la mossa un “passo nella giusta direzione”, ma ha chiesto un ritiro più rapido delle forze federali.
I membri democratici della Camera dei Rappresentanti del Minnesota hanno chiesto il ritiro completo, scrivendo: “Ci sono ancora più di 2.000 agenti dell’ICE che terrorizzano ogni giorno le comunità del Minnesota. ICE OUT NOW” (ICE fuori subito). Gli agenti dell’ICE superano di gran lunga il numero degli agenti del dipartimento di polizia di Minneapolis.











