Esprimiamo la nostra forte contrarietà nell’apprendere che l’Italia parteciperà come Paese osservatore al Board of Peace. Il Board è un’organizzazione il cui presidente a vita, quindi oltre qualsiasi mandato istituzionale, è Trump.  L’accesso avviene solo su suo invito, previo pagamento di un miliardo di dollari. L’ambigua e indefinita figura di osservatore è un palese tentativo di aggirare l’art. 11 della Costituzione che prevede la “condizione di parità con gli altri Stati”.

Nessun Paese UE, tranne l’Ungheria, ha accettato l’invito. Tutte le forze di opposizione hanno contrastato la decisione del governo italiano. La Santa Sede non parteciperà al Board. Si tratta di una gigantesca operazione immobiliare di natura neocoloniale che prescinde dal diritto del popolo palestinese ad avere una patria. La risoluzione del Consiglio di Sicurezza che legittima il Board nega in sostanza la stessa carta dell’ONU. Il Board di fatto surroga e tendenzialmente sostituisce le Nazioni Unite. Il governo deve recedere da una decisione sbagliata che contribuisce a legittimare un nuovo ordine mondiale fondato non sulla forza del diritto, ma sul diritto della forza.

Segreteria nazionale ANPI