Al secondo turno, con 64 voti del Congresso a favore, José María Balcázar è il nuovo presidente del Perù. Il presidente ad interim appartiene al partito Perú Libre (di sinistra, N.d.R.), lo stesso che ha portato al potere l’ex presidente Pedro Castillo. Ha sconfitto Maricarmen Alva (Acción Popular), che ha ottenuto 46 voti.
José Balcàzar governerà il Paese fino al prossimo 28 luglio, quando avverrà il cambio di governo con il nuovo presidente eletto nelle elezioni generali del 12 aprile. Dopo aver prestato giuramento come presidente ad interim, ha invitato a lasciarsi alle spalle i conflitti politici, indicando che “qui non c’è destra né sinistra, è possibile costruire una vera democrazia”.
Nel suo primo messaggio alla nazione ha affrontato la polarizzazione che vive il Paese tra sinistra e destra, i cambiamenti o le correzioni che richiede l’attuale democrazia, la stabilità del modello economico che presenta attualmente il Perù e aspetti più delicati per la popolazione come l’insicurezza dei cittadini, tra gli altri.
Tuttavia, il deputato e attuale presidente dovrà affrontare un Paese totalmente deluso dalla sua classe politica, con un indice di disapprovazione del Congresso della Repubblica che raggiunge l’89% secondo Ipsos, e il deterioramento dell’immagine presidenziale, a causa dei recenti scandali che hanno coinvolto l’ex presidente José Jerí e l’ex presidente Dina Boluarte.
Anche Balcazar ha un passato controverso che gli toglie credibilità agli occhi dei cittadini, credibilità che dovrà costruire con la sua gestione fino al prossimo luglio. In precedenza, l’Ordine degli Avvocati di Lambayeque gli aveva contestato accuse di natura etica, civile e penale, quali appropriazione indebita di fondi, querele, frode ai danni di persone giuridiche, ed era stato espulso dall’istituzione. Inoltre, mantiene una posizione che giustifica il matrimonio infantile.
L’elezione del nuovo presidente da parte del Congresso della Repubblica è stata contestata dalla popolazione, che ritiene che sia “sempre la stessa cosa, con elezioni tra partiti caratterizzati dalla corruzione e che pensano solo ai propri interessi, non a quelli del Paese”.










