Dopo aver intervistato Rick Rosales di CyclingxSolidarity, continuiamo a dare voce alle associazioni di Chicago che organizzano iniziative di solidarietà e protezione per gli immigrati privi di documenti contro la violenza dell’ICE. Questa volta parliamo con Maria Orozco, responsabile dello sviluppo e coordinatrice delle relazioni esterne dell’Associazione dei venditori ambulanti di Chicago.
Qual è la situazione attuale in città per quanto riguarda le retate dell’ICE e la resistenza della popolazione?
Al momento qui a Chicago le retate dell’ICE sono diminuite notevolmente da dicembre/gennaio. Ciononostante, le persone continuano a essere arrestate e i venditori ambulanti hanno ancora paura di uscire. È stata molto dura e so che l’ICE sta attaccando Minneapolis e altre città, ma tutto viene censurato e dobbiamo fare ricerche molto approfondite per ottenere queste informazioni.
Brandon Johnson, sindaco di Chicago, ha definito le operazioni dell’ICE “militarizzate, sconsiderate e razziste”. Al di là di queste dichiarazioni, ha preso provvedimenti come Zohran Mamdani a New York per proteggere gli immigrati della città?
In quanto Città Santuario, penso che si possa fare molto di più per proteggere la nostra gente, come sta facendo Mamdani a New York. A gennaio il sindaco Johnson ha autorizzato il Dipartimento di Polizia di Chicago a documentare e indagare su qualsiasi attività illegale da parte degli agenti federali dell’immigrazione. Recentemente però ho partecipato a una riunione cittadina in cui è stato mostrato un video girato con una telecamera indossata da un agente del CPD che aiutava e guidava gli agenti federali, il che è estremamente frustrante e uno schiaffo in faccia a tutte le persone che vivono qui a Chicago.

Quali sono le vostre attività per proteggere i venditori ambulanti e gli immigrati in generale?
A settembre abbiamo avviato una campagna di raccolta fondi GoFundMe per distribuire assegni ai nostri venditori in tutta la città, dato che non potevano più uscire a vendere. Solo a Chicago abbiamo oltre 6.000 venditori registrati.
Ho preso spunto da un’organizzazione di Los Angeles che ha fatto la stessa cosa, ma ha dato ai venditori buoni regalo da 500 dollari, mentre noi abbiamo dato assegni. Siamo riusciti a raccogliere oltre 640.000 dollari dalla comunità. Abbiamo ricevuto donazioni da persone provenienti da tutto il Paese e anche dal Regno Unito. La nostra campagna GoFundMe è ancora aperta perché continuiamo a sostenere le famiglie e le persone che hanno bisogno di aiuto. Ad oggi abbiamo distribuito più di 900 assegni. La nostra è un’organizzazione molto piccola, ma stiamo facendo del nostro meglio per aiutare in ogni modo possibile.
A settembre ho anche ricevuto un messaggio da Rick Rosales di CyclyingXsolidarity. Lui e il suo team stavano già andando a casa dei venditori per acquistare i loro prodotti. Abbiamo collaborato e dato il via al Bike vendor tour. Rick e il suo team si sono occupati della logistica con i ciclisti e io mi sono assicurata che i venditori fossero pronti per questa esperienza. L’hanno apprezzata molto, dato che il traffico pedonale era diminuito dell’80% e alcuni avevano semplicemente troppa paura di uscire durante l’Operation Midway Blitz condotta dall’ICE. Questo ha dato loro un po’ più di sollievo e un po’ più di reddito che non si aspettavano.


C’è un coordinamento tra le associazioni e i cittadini comuni per organizzare la resistenza civile all’ICE?
Abbiamo quello che chiamiamo Rapid Response, dove i cittadini e le persone delle organizzazioni si riuniscono e inviano avvisi alla comunità in pochi minuti se c’è qualche attività sospetta nella zona. Ogni quartiere è molto ben coordinato. Hanno aiutato tantissimo la nostra comunità e ho molto rispetto per loro, perché sono dei giovani che cercano di proteggere e difendere le loro comunità da questi teppisti.
Hai contatti con attivisti di altre città?
Recentemente ho contattato una persona di Minneapolis che era interessata a saperne di più sulla nostra raccolta fondi e su come siamo riusciti a distribuirli alle persone. Mi ha detto che le attività commerciali vengono chiuse perché i proprietari sono stati arrestati, le persone non escono di casa per paura e per via degli “agenti” che entrano nelle case senza un mandato giudiziario. Gli ho detto che siamo stati censurati su tutto ciò che sta accadendo lì, in Arizona e in Georgia. Gli ho anche detto che abbiamo preso spunto da Los Angeles; è proprio così che ci aiutiamo a vicenda da una città all’altra e reagiamo, perché noi, il popolo, abbiamo il potere!
In Italia ci sono state forti proteste contro la presenza degli agenti dell’ICE alle Olimpiadi invernali come scorta per i funzionari e gli atleti statunitensi e c’è molto interesse e solidarietà per la vostra resistenza. C’è qualcosa che possiamo fare per aiutarvi?
Apprezziamo molto l’aiuto e il sostegno. Per favore, non smettete di parlare di noi e di ciò che sta accadendo nel nostro Paese “perfetto”. Siamo censurati e oppressi. Siamo governati dalle élite che vogliono mettere le persone le une contro le altre. Non si tratta di destra contro sinistra. Non si tratta di repubblicani contro democratici. Si tratta del popolo contro il male; una volta che la gente se ne renderà conto, le cose cambieranno davvero, non solo qui negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo.
Cosa ti dà la forza di continuare la vostra azione di solidarietà in mezzo a tanta violenza?
La mia fede in Gesù Cristo è ciò che mi dà la forza di continuare a lottare per le persone più vulnerabili. Ci viene detto di amare il prossimo e io farò proprio questo, continuando a difenderlo, indipendentemente dalla sua provenienza o da ciò che possiede. So che Dio mi ha messo esattamente dove devo essere per aiutare a difendere coloro che sono troppo spaventati per farlo. Sono stata benedetta con una bocca per dire la verità, con occhi per vedere la realtà e un cuore che accoglie tutta l’umanità.
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