L’Assemblea Nazionale (Parlamento) ha approvato (in prima seduta) la nuova legge sugli Idrocarburi (petrolio e affini). Si introducono opportunità per aziende straniere di investimenti a partire dagli spazi petroliferi non ancora sfruttati. Il regime di Trump, nel frattempo, prevede di emettere una licenza generale per allentare le sanzioni e permettere a più compagnie energetiche di raffinazione di acquistare direttamente dalla compagnia petrolifera statale Petroleos de Venezuela (PDVSA). Ciò permetterà il ritorno della vendita di petrolio venezuelano anche in Europa (Quanti sostenevano “le sanzioni non esistono” sono serviti).

Alla presenza della presidente vicaria Delcy Rodriguez, l’Assemblea Nazionale del Venezuela (Parlamento) ha approvato in prima seduta la nuova legge sugli Idrocarburi. Obiettivo della riforma è la riattivazione del settore statale del petrolio (settore strategico del paese) con l’obiettivo di attrarre investimenti esteri di aziende straniere e utilizzare gli utili, in chiave politica chavista, a favore del popolo venezuelano. Questa riforma, mantenendo fermo l’impianto costituzionale, giuridico e sovrano del Venezuela, comunque accoglie alcune richieste economiche e normative che facilitano l’intervento del settore privato.

Sintesi dei punti della riforma della Legge venezuelana sugli idrocarburi (2026) approvata il 22/1 e che dovrà essere approvata in seconda votazione.

– Vengono introdotti i Contratti di Partecipazione Produttiva (CPP – Prevedono la divisione della produzione tra lo Stato proprietario delle risorse e l’investitore, che assume il rischio operativo), consentendo alle aziende private di operare e vendere petrolio con maggiore autonomia;
– Royalty Flessibili: la legge consente royalties del 20% per società private indipendenti e al 15% (progetti speciali, joint venture o giacimenti che richiedono investimenti massicci e tecnologie complesse e i nuovi giacimenti greenfield), cercando di rendere i progetti realizzabili in un contesto di sanzioni;
– incentivi fiscali e legali con la rimodulazione dell’imposta sul reddito per le aziende estrattive (ISLR) fino al 30% (attualmente era secca al 50%)
– Arbitrato Internazionale: vengono ripristinati i meccanismi di arbitrato internazionale per garantire maggiore certezza giuridica agli investitori stranieri;
– Vengono introdotti i modelli della “legge anti-blocco” del 2020, consentendo maggiore flessibilità e agilità nella gestione dei progetti, cercando di superare gli ostacoli legali anche internazionali;
– Viene mantenuta la proprietà statale e i contratti di partecipazione mista;
– Obiettivo di produzione: la riforma mira ad aumentare la produzione nazionale di petrolio, che è stata colpita dalle sanzioni internazionali garantendo e proteggendo l’autonomia delle aziende che operano in regime privato.

La Presidente ad interim Delcy Rodríguez ha monitorato il dibattito sulla riforma parziale della Legge sugli Idrocarburi Organici, svoltosi presso l’Assemblea Nazionale. Ha sottolineato che la riforma mira a ripristinare la capacità operativa in tutto il Paese e ha sottolineato che il nuovo quadro giuridico consentirà l’attivazione di giacimenti petroliferi attualmente sottoutilizzati, trasformandoli in motori dinamici dell’economia.

“Stiamo proponendo percorsi economici chiari e praticabili per quei giacimenti non sviluppati, garantendo che nessuna parte della nostra ricchezza petrolifera rimanga inutilizzata a causa della mancanza di quadri giuridici adeguati”, ha dichiarato la Presidente ad interim in un video pubblicato sul suo canale Telegram. Ha inoltre sottolineato che questo aggiornamento legislativo è una “necessità imperativa affinché la nostra legislazione si adatti ai tempi che cambiano”.
Rodríguez ha spiegato che la riforma mira ad attrarre gli investimenti necessari per sviluppare queste risorse attraverso modelli di business molto più flessibili. “L’intenzione è che il capitale affluisca alle nostre risorse comprovate attraverso modelli di business di successo; vogliamo che ogni giacimento petrolifero non sfruttato diventi un motore attivo dell’economia”, ha sottolineato.

Ha inoltre sottolineato che l’obiettivo è aumentare il volume di produzione di petrolio greggio attraverso una forte partecipazione del settore privato in partnership con il governo. “Stiamo aprendo le porte a un’alleanza strategica per aumentare la produzione, garantendo che ogni goccia di petrolio che aggiungiamo si traduca in maggiori investimenti sociali e stabilità economica per la nazione”, ha affermato.

Infine, la presidente ad interim ha ribadito che questa modernizzazione del settore energetico garantisce che il petrolio continuerà a essere il motore dello sviluppo del Paese, sempre nel rigoroso rispetto della Costituzione e in difesa della sovranità nazionale contro misure coercitive.

Questa riforma prevede una partecipazione regolata e minoritaria del settore privato, nel settore petrolifero, settore che sia in grado di apporto di investimenti e tecnologie per aumentare la produzione.

Non mancheranno le critiche di chi prevede la capitolazione e la “resa incondizionata” del sistema Bolivariano del Venezuela anche alla luce dell’aggressione USA del 3 gennaio 2026 con il rapimento del presidente Maduro.

Non mancheranno i “giornalisti” anticomunisti che da media, anche progressisti e popolari, contribuiranno a diffondere il verbo di Washington. Ma non dimentichiamo che lo sviluppo del Venezuela, ma non solo, non prescinde dalle condizioni materiali, dai modi di produzione e dai rapporti di forza.

https://www.eluniversal.com/economia/224818/delcy-rodriguez-ley-de-hidrocsrburos-permitira-activar-espacios-petroleros-que-no-han-sido