Nella primavera del 2024 è stato dato l’avvio ad un Comitato promotore per l’ICE ‘USE NAMs NOT ANIMALS’, coinvolgendo persone dedite alla causa antispecista e ovviamente antivivisezionista come la biologa Susanna Penco. All’ICE  è stata poi preferita una petizione al Parlamento Europeo (P.E), inviata ad aprile 2024 tramite il “Portale delle petizioni al P.E.”, con richiesta di interessarne la Commissione Europea. La petizione purtroppo fu accettata troppo tardi, a ottobre 2024, dopo la costituzione del nuovo Parlamento Europeo (P.E.) e quando la Commissione Europea era ormai sciolta.

Per questi motivi – sebbene accettata – la petizione fu archiviata e inviata solo alle commissioni del P.E. competenti, sottraendola così alla pubblicazione sul portale e rendendo impossibile l’accesso ai possibili ‘like’ dei cittadini europei.

Sulla base dell’incoraggiante risposta ricevuta – sebbene relativa alle posizioni in merito delle precedenti due istituzioni – le associazioni hanno pensato di proporne un’altra, più precisa e più documentata. La nuova petizione al Parlamento Europeo intitolata TUTELA DEGLI ANIMALI, DELLA SALUTE E DELLA LIBERTA’ DI COSCIENZA è nata con lo scopo di evidenziare che i metodi validati nella UE dall’ECVAM di Ispra (centro comune europeo per la validazione dei metodi alternativi, che peraltro costa molti soldi pubblici) non sono inseriti nei rispettivi regolamenti UE per i test di tossicità, ma archiviati in attesa dell’approvazione dell’OCSE (38 paesi), causando così l’utilizzo evitabile di migliaia di animali non umani. Ovviamente, tutto questo, per ragioni commerciali, dato che i prodotti testati utilizzando metodi approvati dall’OCSE, dopo anni, possono essere venduti anche in tali Paesi, e non solo nella UE.

Avendo come presupposto che i metodi alternativi validati dalla UE e dall’OCSE non sono considerati obbligatori nei relativi regolamenti UE, i quattro punti principali della petizione “Tutela degli animali, della salute e della libertà di coscienza” sono:

1) rendere obbligatori i metodi alternativi in vitro o senza l’uso di animali accettati dall’OCSE o ritenuti scientificamente validi dalla UE;

2) consentire l’utilizzo nell’ambito della UE dei metodi alternativi validati dall’Unione e trasmessi all’OCSE per l’accettazione;

3) promuovere fortemente la ricerca di nuovi approcci metodologici in vitro e/o senza uso di animali (NAMs) basati sulla specifica specie biologica favorendo l’utilizzo di materiali provenienti dalla donazione di corpi umani;

4) riportare sulle confezioni di farmaci e altri prodotti contenenti sostanze chimiche le diciture ‘sostanza testata su animali / non testata su animali’ e ‘sostanza testate clinicamente / non testata clinicamente’, cosa che avviene solo per i farmaci (ma non nota al pubblico) per poterne informare i cittadini e consentire loro una maggior possibilità di scelta in relazione alle proprie convinzioni etiche e a salvaguardia della propria salute.

Per illustrare i contenuti di questa petizione al Parlamento Europeo avevo intervistato Massimo Terrile, attivista, membro del Movimento Antispecista e coordinatore del Comitato promotore della Petizione presso il Parlamento Europeo.

Oggi è proprio Massimo Terrile a darci la notizia che il 26 novembre 2025 il Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo ha inviato alla Dr.ssa Susanna Penco, presentatrice della Petizione, la comunicazione che la petizione è stata accettata e trasmessa alla Commissione del P.E. per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale e, congiuntamente, all’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali del P.E. affinché ne tengano conto nello svolgimento della loro attività.

Afferma la lettera alla professoressa Penco: “Gentile Sig.ra Penco, desidero comunicarLe che la commissione per le petizioni ha esaminato la Sua petizione e l’ha dichiarata ricevibile in base al regolamento del Parlamento europeo, dal momento che le questioni sollevate rientrano nell’ambito di attività dell’Unione europea.”

Inoltre, nella lettera del Presidente, sono stati dati a scopo informativo numerosi riferimenti, comprendenti risoluzioni legislative del P.E. riguardanti i medicinali e l’etichettatura delle sostanze chimiche, le risposte della Commissione europea all’ICE ‘Salvare i cosmetici cruelty-free’, e la tabella di marcia della Commissione europea sull’eliminazione graduale della sperimentazione animale:

Tutti documenti che il Movimento Antispecista è già pronto ad esaminare attentamente per proporre, in seguito, eventuali altre iniziative di divulgazione.

Un recentissimo commento pubblicato su Nature (20 ottobre 2025) da Todd J. Herron e colleghi intitolato “Alternatives to animal testing are the future — it’s time that journals, funders and scientists embrace them”, sottolinea come le tecniche di ricerca biomedica che non prevedono l’uso di animali stiano rapidamente guadagnando terreno.

Quando si tratta di valutare farmaci o comprendere la biologia di base, i ricercatori stanno sempre più privilegiando vari approcci sperimentali innovativi rispetto ai modelli animali o alle linee cellulari umane immortalizzate. Tali approcci, noti come NAM – abbreviazione di “nuovi metodi alternativi” o “metodologie di nuovi approcci” – eliminano i problemi etici associati alla sperimentazione sugli animali. Essendo in grado di catturare una variabilità genetica umana molto maggiore rispetto ai modelli animali e alle linee cellulari tradizionalmente utilizzati nella ricerca, promettono anche di identificare trattamenti sicuri ed efficaci in modo più affidabile e a una frazione del costo. Esempi di NAM includono: sistemi multicellulari in vitro che imitano le proprietà biologiche e meccaniche di organi e tessuti umani; valutazioni chimiche (in chemico) delle interazioni tra molecole biologiche al di fuori di una cellula o di un organismo; e approcci di modellazione computazionale (in silico), come quelli che prevedono le interazioni molecolari.

Le tecniche di ricerca biomedica che non prevedono l’uso di animali stanno guadagnando terreno, ma quelle che utilizzano approcci innovativi incontrano ancora resistenze da parte di alcuni. Le alternative alla sperimentazione animale sono il futuro: è ora che riviste, finanziatori e scienziati le adottino.

Ringraziando tutti coloro che hanno sostenuto la Petizione e che hanno condiviso le cause che l’hanno motivata, il Movimento Antispecista – in seguito all’accettazione di questa petizione – spera vivamente che in futuro possano conseguire iniziative legislative rigorose a livello comunitario in tema della tutela dei diritti animali, oltre che ad un cambiamento radicale nella pratica della ricerca scientifica.

 

I Nuovi Approcci Metodologici senza animali sono il futuro: è ora che riviste, enti finanziatori e scienziati le accolgano