Fino al 26 marzo 2026, la Biblioteca dell’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana, a Mendrisio, ospita “La follia della guerra”, una mostra che invita a una riflessione profonda e attuale sul rapporto tra guerra e pace, memoria storica e responsabilità collettiva. L’esposizione si inserisce nel contesto delle iniziative legate al centenario dei Trattati di Locarno, uno degli eventi diplomatici più significativi del Novecento europeo.
Attraverso un percorso composto da documenti, testi e materiali storici, la mostra ricostruisce secoli di pensiero sulla guerra e sulle aspirazioni alla pace, mettendo in dialogo il passato con le inquietudini del presente. Il titolo stesso richiama l’idea di un conflitto non solo distruttivo sul piano materiale, ma anche profondamente irrazionale, capace di minare le basi dell’umanità, della libertà e della convivenza civile.
Il cuore concettuale dell’esposizione è il richiamo ai Trattati di Locarno, firmati nell’ottobre del 1925. In un’Europa ancora segnata dalle devastazioni della Prima guerra mondiale, Locarno divenne simbolo di una nuova speranza: quella di una pace costruita non attraverso la forza, ma mediante il dialogo e la diplomazia. Gli accordi, sottoscritti da Germania, Francia, Belgio, Gran Bretagna e Italia, sancirono il riconoscimento dei confini occidentali tedeschi e l’impegno alla risoluzione pacifica delle controversie internazionali, aprendo una fase di relativa distensione nelle relazioni europee.
La mostra non si limita a raccontare l’evento storico, ma ne approfondisce il contesto culturale e intellettuale, mostrando come l’idea di pace sia il risultato di un lungo percorso di riflessione che attraversa i secoli. Dai testi umanistici di Erasmo da Rotterdam alle testimonianze del XX secolo, il visitatore è accompagnato in un viaggio che mette in evidenza la continuità del pensiero pacifista e la sua fragilità di fronte ai ritorni ciclici della violenza.
“La follia della guerra” propone così una lettura critica della storia, in cui la memoria diventa uno strumento fondamentale per comprendere il presente. In un mondo ancora attraversato da conflitti armati e tensioni geopolitiche, l’eredità dei Trattati di Locarno emerge come un monito e, al tempo stesso, come un invito a riscoprire il valore della diplomazia, della cooperazione internazionale e del rispetto reciproco.
Ospitata in un luogo dedicato allo studio e alla trasmissione del sapere, la mostra si rivolge non solo a studiosi e studenti, ma anche a un pubblico più ampio, interessato a interrogarsi sul significato della pace oggi. Visitare “La follia della guerra” significa confrontarsi con la storia per comprendere meglio le sfide del nostro tempo, ricordando che la pace non è mai un dato acquisito, ma una conquista da rinnovare continuamente.










