Riproduciamo il documento che anche la redazione toscana di Pressenza ha sottoscritto.

Questo documento nasce per dare concretezza alla delibera Firenze “Città operatrice di pace”1 e

promuovere il dialogo fra società civile, istituzioni, cittadinanza, che si traduca in impegni e azioni che si collochino nella linea della tradizione pacifista fiorentina e apportino idee e segnali forti nell’ambito dei vari nodi globali di conflitto, portando la città di Firenze ad essere catalizzatrice di iniziative anche nazionali e internazionali volte alla costruzione di un mondo di pace e giustizia.

A questo scopo, si ritiene (in accordo con le delibere approvate) che una Consulta per la Pace, inscritta nello statuto comunale e quindi permanente, possa essere lo strumento e il luogo per rendere maggiormente efficace questo dialogo e questa capacità propositiva della città.

 

Gli aderenti a “Per Firenze Città operatrice di pace”, sono associazioni e gruppi che perseguono anche singolarmente l’obiettivo della pace e che si riconoscono nei seguenti principi e fondamenti:

  • La centralità del diritto internazionale e delle loro istituzioni: ONU e le agenzie da essa derivanti, la Corte Internazionale di Giustizia, i relatori e le relatrici speciali nominate dall’ONU, le risoluzioni ONU e i pronunciamenti della Corte Internazionale di Giustizia.
  • Il ruolo chiave della diplomazia e il principio “meglio un anno di trattativa che un giorno di guerra”. L’articolo 11 della Repubblica italiana, il ripudio della guerra non solo come strumento di offesa ma anche come strumento di risoluzione delle controversie
  • Il rifiuto di prospettive di riarmo, di corsa agli armamenti e di indebitamento a scopo bellico
  • La coerenza tra politica estera e impegni locali. Il rispetto a ogni livello istituzionale (comunale, regionale, nazionale e internazionale) degli impegni derivanti dal principio di eguaglianza tra popoli e dalle convenzioni internazionali nate da questo principio.
  • La persecuzione dei crimini di guerra e delle responsabilità individuali tramite la Corte Penale Internazionale, e delle violazioni degli stati tramite la Corte Internazionale di Giustizia, in particolare le violazioni riguardanti la Convenzione sul Genocidio e quella sull’Apartheid
  • Il sostegno a iniziative di resilienza nei conflitti e di impegno nonviolento, di creazione di corridoi umanitari, di dialogo con la società civile, di protezione di civili. Di sostegno, accoglienza e protezione giuridica degli obiettori, dei renitenti, dei disertori da tutti i fronti e dei lavoratori che rifiutano di essere complici delle filiere di produzione, finanziamento, commercio e logistica di sistemi di armamento e della propaganda bellica.

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1 delibera del Consiglio comunale di Firenze del 7 luglio 1986, nonché deliberazione N. DC/ 2024/00028 (PROPOSTA N. DC/2024/00030) come si evince dal verbale del

consiglio comunale del 10/04/2024

 

Gli obiettivi di Firenze operatrice di pace rispetto ai conflitti in corso riguardano innanzitutto il

raggiungimento del cessate il fuoco in tali conflitti, seguito dalla nascita di percorsi che favoriscano la rimozione delle cause che li hanno generati, l’individuazione dei crimini di guerra e la condanna dei colpevoli attraverso anche l’accertamento indipendente della verità, che spesso è “la prima vittima della guerra”.

La diminuita dipendenza dagli armamenti e percorsi di disarmo internazionale sono obiettivi inscindibili da quelli sopracitati.

 

Le linee d’azione di Firenze operatrice di pace comprendono anche una “diplomazia delle città” come quella a suo tempo incarnata dal sindaco La Pira. Firenze Città di Pace sosterrà e promuoverà iniziative nazionali e internazionali per negoziati che coinvolgano mediatori , appoggerà e promuoverà azioni civili di monitoraggio indipendente e di protezione di civili. Azione chiave per il raggiungimento degli obiettivi di pace saranno considerate le iniziative di disarmo e la denuncia e contrasto di eventuali violazioni della legge 185/90 sul commercio delle armi, ovvero l’invio dall’Italia di materiale bellico a paesi in guerra.

Le sanzioni economiche, il disinvestimento rispetto a soggetti, enti o stati coinvolti in violazioni del diritto internazionale e umanitario, sono linee d’azione fondate sulla nonviolenza e considerate legittime e doverose da Firenze città operatrice di pace.

L’educazione scolastica, attraverso iniziative ad hoc sul tema della pace, della nonviolenza e del disarmo, sono tra le linee d’azione principali di Firenze città operatrice di pace, miranti a contrastare bellicismo e militarismo crescenti e talvolta proposti come naturale risposta in un contesto di crisi sistemica e globale.

La società civile, gli aderenti al documento Per Firenze Città Operatrice di Pace, la consulta di cui si auspica la nascita, hanno il ruolo di favorire partenariati, tra enti pubblici, ONG, movimenti, Università, comunità religiose per iniziative di solidarietà, per campagne di informazione trasparente su cause ed effetti dei conflitti, sulle opportunità del disarmo e dei percorsi alternativi al riarmo, di dialogare con la politica, con il mondo del lavoro e dell’impresa per individuare percorsi di mitigazione occupazionale rispetto ai progetti di disarmo e di riconversione industriale della filiera bellica.

 

Si può firmare scrivendo a: firenzeoperatricedipace@gmail.com

L’elenco in continuo aggiornamento è disponibile su https://firenzeoperatricedipace.blogspot.com/2026/01/piattaforma-per-firenze-citta.html?m=1