Riceviamo e pubblichiamo questa analisi di FB per Pressenza sul tema armi dal ricercatore Andrea Pancaldi.

E’ banale ricordarlo, ma la pace si costruisce con la giustizia sociale, con la verità, con la solidarietà, con la cooperazione tra i popoli e tra ambiente e sviluppo.
Si costruisce con i rapporti tra le persone e con i modelli culturali.

La Pace viene da lontano, nasce ben prima dei tempi di guerra che si nutrono della sua assenza.

Pensando ai modelli culturali capita di sovente sui canali televisivi, nelle trasmissioni dedicate al dibattito sui delitti che più hanno eco nella opinione pubblica o in quelle che si occupano dei temi legati alla sicurezza e al degrado, di sentire affermazioni, il più delle volte da parte di cosiddetti “opinionisti/e”, legate alla baby gang, ai c.d. Maranza, alla delinquenza minorile, sul fatto che in certe città o certi quartieri delle metropoli “…una parte consistente dei ragazzi esce di casa con un coltello in tasca”.

Se ciò è vero, anche se fenomeno difficile da quantificare, e sfocia in episodi di violenza non c’è alcun dubbio che tale questione vada perseguita e contrastata, oltre che soprattutto prevenuta, culturalmente e operativamente.

Per ragionare in materia vediamo cosa il mondo degli adulti propone (…anche in vendita) anche ai giovani.

Questi 17 video di coltelli e lame varie sono stati visti 2.440.531 volte, sono 17 dei circa 350 video reels che abbiamo trovato in un mesetto su Facebook dedicati alle armi/armamenti e alla loro produzione, vendita, addestramento, all’interno dei circa 1200, tra reels e post, dedicati in un qualche modo al processo di militarizzazione in atto nella società.

Tra le tipologie: inviti ad arruolarsi e relativi corsi di preparazione, armi/guerra/esercito come brand per vendere, esaltazione corpi speciali e armi tecnologiche, militarizzazione dei corpi di polizia e società di sicurezza/vigilanza, retoriche militariste ardimento/sacri-confini/estremo-sacrificio…a tutto ciò insomma che fa dire a Vannacci che “..bisogna ritornare a quei riferimenti valoriali che fanno di un uomo un combattente” o a qualche generale che “…abbiamo dilapidato un capitale valoriale di 650.000 ragazzi morti per la patria nelle trincee del Carso”.

Al processo di militarizzazione sui social ne scorre parallelo uno di revisionismo storico: ventennio fascista, riappropriazione dei territori persi nel 1945, echi colonialisti, eroismo dei militi della repubblica sociale, auspicato ritorno della Monarchia…specularmente (…chi la fa l’aspetti) anche qualche accenno all’irredentismo sudtirolese.

Ecco, parafrasando il film del 1973 le “Storie de fratelli…e de cortelli”

https://www.facebook.com/reel/1903352880264404
https://www.facebook.com/reel/775251705151889
https://www.facebook.com/reel/1400769148243016
https://www.facebook.com/reel/1176484271362984
https://www.facebook.com/reel/1187348676705779
https://www.facebook.com/reel/1133451355484107
https://www.facebook.com/reel/1221025573235887
https://www.facebook.com/reel/4249914055284575
https://www.facebook.com/reel/1409669087537048
https://www.facebook.com/reel/1409669087537048
https://www.facebook.com/reel/492630050454038
https://www.facebook.com/reel/2251954511881215
https://www.facebook.com/reel/1292594042370110
https://www.facebook.com/reel/865851433061289
https://www.facebook.com/reel/2593736977671520
https://www.facebook.com/reel/1147640054002845
https://www.facebook.com/reel/1273345477122325
https://www.facebook.com/reel/1368084881433501