La Circolare nazionale di gennaio della Rete Radié Resch, Associazione di solidarietà internazionale, a cura di Pierpaolo Loi della Rete Radié Resch di Cagliari, riflette sulla crisi della democrazia liberale e i suoi epigoni autoritari: Tra violenza strutturale/culturale (neocolonialismo) e repressione di ogni forma di dissenso. Il tramonto della democrazia.

Il primo paragrafo, l’Inganno, riporta quanto affermava Tolstoj sulla violenza dei governanti nei confronti dei governati: «La violenza dei governanti sui governati non è una violenza diretta, immediata di un uomo forte su un debole o della maggioranza sulla minoranza, dei cento sui venti etc. La violenza dei governanti si mantiene, come solo può mantenersi la violenza di una minoranza sulla maggioranza, sull’inganno…».

Il secondo paragrafo, Svolta autoritaria e repressione, affronta il tema della repressione, spesso da noi occidentali relegata ai regimi di tipo autoritario. «Tuttavia, il dissenso politico, talvolta unito a quello religioso, è stato mal tollerato e spesso represso anche nelle nostre democrazie. Basti pensare alla storia delle Americhe (Stati Uniti e America Latina), alla storia degli Stati coloniali europei, anche dopo la fondazione dell’ONU e la Dichiarazione universale dei diritti umani (10 dicembre 1948). Caso emblematico, tragicamente tale, l’occupazione di territori e l’apartheid praticato da Israele nei confronti dei Palestinesi».

A supporto di questa tesi, nel terzo paragrafo si presenta il caso Sardegna: La Sardegna, tra neocolonialismo e repressione. Il territorio sardo è l’avamposto occidentale della preparazione delle guerre attraverso le basi militari (oltre il 60% delle servitù militari italiane), poligoni di tiro e esercitazioni militari periodiche. «Molti cittadini e cittadine da decenni portano avanti una lotta pacifica contro la destinazione bellica dell’Isola che, posta al centro del Mediterraneo, rivendica un ruolo di collaborazione e di pace con gli altri popoli che si affacciano sulle sue sponde. La presenza, inoltre, della RWM – Rheinmetall, fabbrica di bombe tedesca dislocata nel Sulcis – Iglesiente – ora anche di proiettili e droni killer -, è oggetto di una campagna contro l’ampliamento della medesima (STOP RWM) e per la riconversione della fabbrica a usi civili (Comitato Riconversione RWM). Lo Stato italiano ha scatenato tutta la sua forza repressiva nei confronti militanti dei movimenti che lottano contro la colonizzazione militare, e attualmente anche contro quella energetica, attraverso alcune operazioni poliziesche…».

L’emblema della svolta repressiva, l’approvazione del Decreto Legge sulla sicurezza (Decreto Legge 11 aprile 2025, n. 48 è stato convertito in Legge 9 giugno 2025, n. 80.), che ha introdotto 14 nuovi reati, aggravato le pene contro manifestanti inermi, rafforzato le tutele per le forze dell’ordine.

Il paragrafo successivo, Dopo il 7 ottobre, si sofferma sui meccanismi di repressione delle manifestazioni in favore della Palestina in America e in Europa, «con il divieto in alcuni paesi di esporre la bandiera palestinese o indossare simboli della Palestina, col pretesto dell’antisemitismo». In Italia «alcune manifestazioni di solidarietà con la Palestina sono state represse con il lancio di lacrimogeni e l’utilizzo di idranti, come a Cagliari, e durante le manifestazioni contro gli sgombri dei Centri Sociali, l’ultimo del centro sociale Askatasuna a Torino».

Il quinto paragrafo, Attacco alla libertà di manifestazione del pensiero, prende in considerazione il tentativo di assimilare l’antisionismo all’antisemitismo tout court attraverso iniziative legislative (attualmente nel numero di 5) di cui si parlato in un interessante incontro-dibattito tenutosi il 19 dicembre 2025 presso la Casa del Popolo Rosa Luxemburg, sede dell’assemblea cagliaritana di Potere al Popolo. «L’intento principale di queste proposte è far tacere ogni critica verso Israele, intimorire e fermare l’onda di solidarietà nei confronti del popolo palestinese. Seguendo il dettato costituzionale, difenderemo la libertà di manifestare esercitandola e non facendoci intimorire».

Nel paragrafo successivo, Kairos Palestine II, si riportano alcuni brani del documento Kairos Palestine II – «Un momento diverità: la fede in tempo di genocidio». Il documento, a cura dei rappresentanti di tutte le Chiese cristiane di Palestina, è stato presentato il 14 novembre a Betlemme. Viene condannato ogni tentativo di «confondere l’antisemitismo con l’opposizione all’apartheid e con la pressione esercitata affinché Israele sia chiamato a rispondere delle proprie responsabilità ai sensi del diritto internazionale».

L’ultimo paragrafo della Circolare è un invito a nutrire la speranza rivolto ai/alle giovani di Palestina (in Kairos Palestine II): «In un momento in cui la resistenza palestinese e i movimenti di solidarietà globale vengono criminalizzati, ribadiamo il diritto di tutti i popoli colonizzati di resistere ai propri colonizzatori […] Crediamo in voi. Vediamo la vostra rabbia, il vostro dolore, la vostra paura. Vediamo anche la vostra forza. […] Non gvi chiamiamo a un ottimismo ingenuo, ma a una speranza radicata nell’azione. La speranza non è resa. La speranza è un atto vivente di resistenza — un rifiuto fermo della realtà di morte imposta su di noi, un affrontare e resistere a ogni forma di ingiustizia e occupazione».

L’intero testo della Circolare nazionale al seguente link: https://reterr.it/?p=4207