L’aggressione al Venezuela e la cattura di Maduro è senza dubbio il primo tassello in America Latina della Nuova Strategia di Sicurezza degli Stati Uniti presentata il 5 dicembre scorso, in cui gli USA riscrivono la loro strategia di sicurezza a livello globale.
Ma soprattutto evidenzia un caos sistemico, in cui i conflitti e l’impossibilità di far funzionare il sistema diventino ogni qualvolta più profondi e si assiste a una normalizzazione degli stessi.
Dalla Russia alla Cina, dall’Europa all’America Latina, dal Medio Oriente all’Africa, ‘los gringos’ hanno lo scorso 5 dicembre detto al mondo qual è la loro strategia. Una strategia di instabilità e anarchia nelle relazioni interstatali, instabilità economica e sociale sia a livello interno che internazionale.
I diversi conflitti sparsi nel mondo non sono altro che l’espressione di questo caos sistemico, in cui la potenza in declino – gli USA – cercano disperatamente di far valer la loro forza per il controllo delle risorse naturali, in un mondo nel quale loro non sono già da tempo i padroni indiscussi.
Solamente in una logica di transizione egemonica, dove il caos sistemico si evidenzia attraverso la disorganizzazione severa ed apparentemente irrimediabile del sistema capitalistico mondiale, è possibile analizzare il mondo attuale. È evidente come, lo hanno spiegato Arrighi e Silver in Caos e governo del mondo,  i meccanismi precedentemente efficaci per ristabilire il normale funzionamento non sono più sufficienti. E quindi vediamo con maggior forza dall’inizio del XXI secolo, conflitti, espansione finanziaria, disorganizzazione del sistema, incapacità di farlo funzionare e anarchia nelle relazioni interstatali.
Dopo il Venezuela, sono già sotto mira la Groenlandia, la Colombia, il Panama, Cuba ed il Messico. Per non parlare poi dell’aggressione ed il genocidio palestinese, dello scontro tra la NATO e la Russia in Ucrania, dei bombardamenti in Yemen, in Iran e in Nigeria. Tutti hanno un minimo comune denominatore: enormi risorse naturali con territori strategici per gli Stati Uniti.
Quale sarà quindi la risposta dell’UE, della Russia,  e della Cina?  Quale sarà il posizionamento dei Brics+? Sarà la Cina  in grado di “domare il caos sistemico” per stabilire un nuovo ordine e un nuovo ciclo di accumulazione? Sono domande a cui dobbiamo molto presto saper dare risposte.
Come dicevo in una precedente analisi, il parallelismo con l’espansione nazista degli anni ‘30 del XX secolo è enorme.  Arriveremo ad un Congresso di Monaco del XXI secolo per saziare l’appetito di Trump? Lo scenario verso un conflitto di scontro mondiale purtroppo è ogni giorno più reale.
Non dobbiamo dimenticare che  l’ultima fase della transizione egemonica costò al mondo 50 milioni di morti. E che la successiva normalizzazione di questa transizione implicò un mondo diviso in due blocchi.
Il mondo che abbiamo conosciuto è ornai scomparso e tra un vecchio ordine che non muore ed un nuovo ordine che non riesce a nascere ancora una volta la transizione egemonica si manifesta attraverso il caos sistemico.