Nelle scorse settimane il Ministero dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha inviato ispettori nelle scuole per controllare l’operato di docenti, studentesse e studenti, in nome di un supposto diritto al contraddittorio, che dovrebbe, a suo dire, impedire la strumentalizzazione dell’istruzione.

Tuttavia, con la nota ministeriale n. 6545 del 12 dicembre 2025, paradossalmente, il Ministero afferma il ruolo formativo, democratico, pluralistico della scuola, ma di fatto lo vìola, criminalizzando proprio quelle attività che sono pluralistiche, democratiche e formative, in quanto forniscono dati di informazione e studiano criticamente le vicende storiche e di urgente attualità.

In realtà, infatti, le ispezioni ministeriali hanno interessato alcune scuole toscane perché “colpevoli” di aver invitato Francesca Albanese, giurista e relatrice speciale alle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, a parlare di Palestina, rasentando un ulteriore tassello del clima di repressione che si vive nostro Paese, sia nelle scuole sia tra gli spazi sociali, colpiti duramente sin dall’inizio dell’insediamento del Governo da provvedimenti antidemocratici, come il famoso decreto anti-rave.

La circolare inviata alle scuole, dunque, non è altro che un’intimidazione politica nei confronti di dirigenti scolastici, docenti, studenti e studentesse, che però non ha una base normativa, in primo luogo, ma, in seconda battuta, non attribuisce il giusto valore alla ricerca, sia essa storiografica o scientifica, che i/le docenti hanno la facoltà e le capacità di selezionare adeguatamente sulla scorta della propria professionalità.

La richiesta di un contraddittorio per un’iniziativa storica, quale potrebbe essere, ad esempio, la presentazione di un libro oppure un approfondimento sul ruolo del nazifascismo nel dare una torsione orientata allo sterminio e palesemente genocidaria all’antisemitismo, che pure era una teoria politica e sociale abbastanza diffusa in Europa, è priva di fondamento.

In accordo a tale stortura intimidatoria governativa, un vero e proprio dispositivo di controllo del potere, si dovrebbe individuare, legittimare e dare voce nelle scuole a subculture nazifasciste, magari reclutandole tra le fiere dei libri romane, che contribuiscono non poco a sdoganarle.

Non solo, il fatto di avanzare la richiesta di un contraddittorio nelle scuole da parte del Ministro è sintomatico del tentativo antiscientifico e antipedagogico di ridurre le attività didattiche e formative a talk show televisivi in cui tutte le opinioni sono valide perché non selezionate a monte da un professionista dell’istruzione, come i docenti della scuola pubblica italiana, o perché, più colpevolmente, il sistema che intende fare informazione è fortemente condizionato dalla linea editoriale o dalle pressioni politiche che vanno a segno.

Al contrario, vogliamo ricordarlo, esiste un Testo unico, tuttora in vigore (Decreto Legislativo n. 297/1994) che, attraverso gli organi collegiali, regola la vita democratica della scuola. Un testo che dovrebbero rispettare anche i dirigenti scolastici, visto che, secondo il Decreto Legislativo n. 165/2001, questi ultimi devono operare «nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici». Infine, è utile ribadire quanto previsto nell’art. 33 della nostra Costituzione: «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento», concetto ribadito anche nel CCNL.

Per questo, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università insieme a Docenti per Gaza ha elaborato un libretto, chiamato in maniera evocativa Appunti Resistenti per la libertà d’insegnamento, con lo scopo di ricordare ai colleghi e alle colleghe i diritti che possiamo rivendicare davanti ai tentativi di censura, repressione e intimidazione nel caso di iniziative che non piacciono al Governo, come quelle legate alla questione palestinese. Si invitano i/le docenti a scaricare il pdf e a far circolare il materiale per una maggiore consapevolezza della libertà d’insegnamento garantita dal dettato costituzionale.

Scarica qui gli Appunti Resistenti per la libertà d’insegnamento.