Venerdì 23 gennaio a Viareggio con il Forum per la Pace Versilia abbiamo provato ad accendere una luce su una guerra di cui poco si parla, quella nel Sudan. Tutto nasce dall’aver conosciuto una giovane mediatrice culturale il cui compagno è sudanese. Proprio in questi giorni è nata la loro bellissima bimba: se ogni nascita è una speranza e un miracolo, doppiamente lo è il frutto di un incontro fra diverse storie e culture.
Relatori: Alyasa Elzakki, il giovane sudanese che testimonia la tragedia delle persone comuni prese tra i due fuochi delle milizie governative SAF (sostenute da Egitto che monopolizza l’acqua del Nilo e Russia che vorrebbe una base sul Mar Rosso) e i ribelli RSF armati dagli Emirati Arabi a cui l’Occidente, e anche l’Italia, fornisce armi (che mirano all’oro della parte ovest del Paese). Milioni di sfollati, carestia, impotenza, ma anche il valore di momenti come questo che rompono l’isolamento e mantengono viva una speranza.
Poi Gino Barsella, ex comboniano e direttore di Nigrizia, ora coordinatore della campagna Sdebitarsi per la cancellazione del debito nei Paesi in via di sviluppo. Lui è un formidabile conoscitore del territorio dove ha vissuto per anni e con l’aiuto di diapositive fa un eccellente quadro della storia e dell’attualità. Sempre la spartizione di risorse a danno delle popolazioni dietro i conflitti.
Infine Fabio Malfatti, antropologo ambientale e presidente del Centro Ricerche Etnoantropologiche, ci fa un quadro insolito della guerra come estrema entropia e dell’amore come massima entropia negativa (=armonia) che si riverberano sull’epigenetica, cioè l’espressione dei geni che “accende” o “spegne” determinate caratteristiche e manifestazioni, modificando in modo reversibile ma trasmissibile alle successive generazioni, il destino di persone e ambienti. Molto interessante e particolare!










