La biblioteca Ibby di Lampedusa, assieme a Mediterranean Hope e al Forum Lampedusa Solidale, ha lanciato il progetto che prevede la consegna di un kit d’accoglienza con un silent book e uno zainetto creati ad hoc per l’infanzia in cammino. La libraia Deborah Soria: «È un gesto di cura e un modo per dire loro “vi vediamo”».

Un kit di benvenuto per ogni bambina e bambino che approda a Lampedusa, terra di sbarchi, di accoglienza e speranza. Nella Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore, tra le tante iniziative per celebrare il libro e il valore della lettura, noi di Sicilia che Cambia abbiamo pensato di farlo parlando di “No Border Books. Stories for children on the move”, un progetto che mette “lo strumento” libro al centro di un percorso di accoglienza dei i piccoli migranti che arrivano a Lampedusa.

“No Border Books. Stories for children on the move” è un’iniziativa di Mediterranean Hope, il programma per migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, ideato e realizzato assieme alla Biblioteca Ibby di Lampedusa, che dal 2012 si occupa di portare i libri sull’Isola, nonché del Forum Lampedusa Solidale. Il progetto – cui è possibile contribuire sostenendo la campagna fondi sulla piattaforma di crowdfunding e social innovation Produzioni dal Basso – intende donare un kit di benvenuto composto da un libro, pastelli e uno zainetto a tutti i bambini che arrivano sull’isola.

No border books: uno zainetto, i pastelli e un libro senza parole

Un kit pensato per loro e che ha il suo fulcro proprio in “un libro apparentemente silenzioso” – un silent book, ovvero un libro senza parole – che è capace però di parlare al cuore di bambini e bambine di tutte le lingue, senza barriere né confini, e di raccontare la storia di viaggio tra le meraviglie del mondo. Un modo per dire ai bambini in cammino che non verranno lasciati soli e riceveranno un aiuto concreto.

«Questo libro – dice Deborah Soria, libraia di Ottimomassimo a Roma e anima, cuore e mente della biblioteca di Lampedusa – è il nostro modo di dire: noi ti vediamo. Uno strumento per chi passerà ore ad aspettare, a cercare di capire, per chi dovrà assecondare la sua vita a quella crudele dei sistemi degli adulti. Un libro che, come fanno i libri, darà accesso a chi lo usa a uno spazio personale, sicuro, un libro da leggere, guardare, colorare».

«Si tratta di un gesto di cura», continua Deborah, che grazie alla sua lunga esperienza e formazione nel mondo della letteratura per ragazze e ragazzi ha coinvolto nel progetto “No Border Books. Stories for children on the move” la scrittrice Silvia Vecchini e l’illustratrice Felicita Sala, che hanno regalato il proprio tempo e talento al progetto.

«Spero – aggiunge – che con le donazioni si possa andare avanti e realizzarne di altri, perché questa sia la prima di una serie di storie senza parole che finiranno tra le mani e sotto gli occhi attenti delle moltitudini delle persone piccole in cammino, attraverso le frontiere. Frontiere che non hanno creato loro, ma continuano a subire».

«Mi piace pensare – dice ancora la libraia – che se proprio devono esistere frontiere, queste siano fatte di libri. Da anni, vedere arrivare al molo i bambini sperduti cui, con tutta la buona volontà del mondo, viene data la stessa accoglienza che si riserva agli adulti, mi spezza il cuore. Non esistono protocolli specifici per la primissima accoglienza e a parte qualche pupazzetto, per i bambini non c’è nulla di specifico».

Biblioteca Ibby di Lampedusa

La borsa del kit cucita a mano da un collettivo di donne

Inoltre, nell’hotspot di Lampedusa i piccoli migranti sperimentano per la prima volta in Italia la detenzione. «Una detenzione – continua Deborah – diversa da quella che alcuni di loro hanno vissuto in Libia, in Tunisia, in Niger, in Sudan o nelle altre tappe del proprio percorso migratorio, ma non per questo meno dannosa o umiliante. Nascosti da una patina sporca di umanitarismo, bambini e bambine spesso non sono che oggetti di scena nel grande teatro della frontiera, piccoli corpi nelle mani di adulti che decidono se esporli o nasconderli davanti a telecamere o dietro alle recinzioni di questo o di un altro campo di detenzione».

I motori del progetto “No Border Books. Stories for children on the move” sono quindi «la rabbia per l’ingiustizia che nega, tra gli altri, il diritto a vivere un’infanzia sana, felice, sicura e la capacità di capire quali azioni si possono fare per migliorare le condizioni dell’infanzia in viaggio». Il kit e il libro del progetto non saranno in vendita ma distribuiti a chi ha la possibilità di incontrare l’infanzia in cammino, attraverso le frontiere d’Europa. La borsa che contiene il kit è stata cucita dal collettivo di donne tunisine e sub sahariane FreeFemmes – Artigiane per libertà di movimento e serigrafata dai bambini e le bambine della biblioteca IBBY di Lampedusa.

 

L’articolo originale può essere letto qui