Un tiro a porta (quasi) vuota: con la benedizione e le pressioni delle lobby agricole il governo Meloni con il voto di fiducia alla Camera al Ddl Siccità sdoganerà la sperimentazione in campo delle nuove varietà vegetali biotech, che la Corte di Giustizia UE ha equiparato ai “vecchi” OGM. Tranne il gruppo Alleanza Verdi-Sinistra, tutte le opposizioni tacciono alla richiesta, sollevata dalle associazioni della Coalizione Italia Libera da OGM, di rispetto delle normative vigenti in tema di valutazione del rischio, tracciabilità, etichettatura, divieto di sperimentazione in campo a protezione della biodiversità agricola e naturale che costituisce il nostro capitale naturale, un patrimonio inestimabile per il nostro Paese.

Il nuovo decreto, inoltre, abolisce tutti i controlli necessari a evitare eventuali effetti negativi su ambiente e salute. L’Italia abbandona così la sua ventennale linea di un’agricoltura rigorosamente libera da OGM. Una posizione – dati alla mano – necessaria data l’impossibilità, considerando le caratteristiche del nostro territorio, di evitare le contaminazioni con le coltivazioni biologiche e convenzionali. L’Italia era stata fra i primi in Europa a dire di no agli OGM, altri 16 Paesi e quattro regioni hanno poi seguito il nostro esempio: oggi rompiamo quel fronte, spalancando così le dispense degli italiani al cibo geneticamente modificato.

Le nostre associazioni non staranno a guardare: monitoreremo il voto, i votanti, favorevoli e contrari, le loro dichiarazioni. Comunicheremo e diffonderemo ai nostri associati e ai cittadini le scelte che verranno fatte, dichiarate o tacite, le posizioni di singoli e partiti, che così azzerano normative care alla maggioranza dei cittadini italiani, contrari agli OGM, per meri calcoli lobbistici e di futuro sostegno elettorale.

L’ipocrisia e le contraddizioni della maggioranza di governo sono evidenti: da una parte si dice di voler difendere l’agricoltura nazionale e il “Made in Italy” e dall’altra si liberalizza la sperimentazione in campo di colture create artificialmente in laboratorio. Tutto questo solo per tutelare particolari interessi economici che attraverso i nuovi OGM vogliono rafforzare il loro controllo e potere sulle filiere agroalimentari del nostro Paese, ignorando il grave danno economico che questo provvedimento porterebbe alle filiere biologiche, a quelle convenzionali e all’industria sementiera stessa.

La partita per la Coalizione Italia libera da OGM non si chiude certamente con il voto del 9 giugno: continueremo a denunciare le manovre delle potenti lobby dell’agricoltura industriale chiedendo garanzie e trasparenza nell’applicazione delle norme vigenti a livello europeo e nazionale.

Aderiscono:

Acu, Agorà, AltragricolturaBio, Assobio, Associazione rurale italiana Ari, AIAB, Associazione per l’agricoltura biodinamica, Centro internazionale Crocevia, Civiltà contadina, Coltivare Condividendo, Coordinamento ZeroOgm, Custodi di semi, Deafal, Demeter Italia, Equivita, European Consumers Aps, Fairwatch, Federazione Nazionale Pro Natura, Federbio, FIRAB, Fondazione Seminare il Futuro, Greenpeace,  ISDE, Legambiente, Lipu, Navdanya, RIES – Rete Italiana Economia Solidale, Ress, Seedvicious, Slow food Italia, Associazione Terra!, Terra Nuova, Transform!, Usb, Verdi Ambiente e Società, WWF