Sono in molti a sostenere che una delle cause maggiori della crisi della politica e dei partiti sia da individuare nella cooptazione. È pur vero che un po’ dappertutto nel mondo i dirigenti politici non vengono scelti per concorso o, magari, con le primarie (che servono a scegliere i candidati alle cariche monocratiche) e sono comunque evidenti ai più anche i gravi limiti del ricorso al metodo della cosiddetta “democrazia diretta” per scegliere i nostri rappresentanti. Ma forse il problema, come qualcuno da tempo va avanzando, non è tanto nella cooptazione tout court quanto nel tipo di cooptazione che si pratica in Italia. Una cooptazione tutta fondata sull’assoluta fedeltà e scevra da ogni riferimento al merito. In altri termini, si preferisce cooptare quelli meno preparati che, quindi, debbono la loro posizione di insider esclusivamente alla fedeltà al leader cooptante. Una cooptazione che si muove esclusivamente nella logica dell’”inglobar trattando”. Ottenendo in questo modo assoluta ubbidienza, ma anche totale incapacità e poco aderenza al bene comune.

Da anni il dibattito sulla crisi della nostra democrazia si crogiola stancamente tra analisi e proposte e si cimenta in modo inconcludente su cosa fare e su quale riforma introdurre. Ma nonostante i tanti simposi che si sprecano e le ricorrenti analisi e critiche al sistema che un po’ tutti avanzano, non si riesce a fare alcun passo avanti sulla strada della riforma della politica. Si resta impigliati da decenni in una grave crisi politico-istituzionale e non riuscendo a mettere in agenda e a implementare l’ineludibile riforma dei partiti e la conseguente riforma della selezione dei dirigenti politici.  È forse il caso di prendere atto che per rompere questo circolo vizioso non ci si può affidare esclusivamente alla buona volontà di chi ha tutto l’interesse a continuare a cooptare e a perpetrare lo status quo, ma anche che non è possibile continuare a restare con le mani in mano.

Qualcosa va fatto e qualcosa per fortuna qualcuno sta già facendo. In questa direzione va per esempio la campagna “Facciamo Eleggere” di Forum Disuguaglianze e Diversità e Ti Candido per sostenere candidati impegnati per la giustizia sociale e ambientale alle prossime elezioni amministrative del 12 giugno 2022, con eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci domenica 26 giugno 2022 (qui l’elenco completo dei comuni interessati al voto).

Dopo il successo dell’edizione 2021, Forum Disuguaglianze e Diversità e Ti Candido lanciano una nuova edizione della campagna “Facciamo Eleggere”, per contribuire a portare nel governo delle istituzioni locali, quelle più prossime ai cittadini, persone capaci, motivate e impegnate per la giustizia sociale e ambientale. È questo un modo per cercare di superare i processi indigeribili di cooptazione che ammorbano la politica o anche solo per cercare di indicare una strada percorribile per farlo concretamente. Dal 27 aprile scorso è aperta la call pubblica per candidate e candidati che potranno raccontare, entro il 10 maggio, la propria storia e i motivi che spingono a candidarsi nel proprio Comune.

Centrale sarà anche quest’anno il metodo di selezione delle persone che verranno sostenute: per le battaglie concrete, per l’adesione alle proposte che segnano l’alleanza tra Forum DD e Ti candido   e per la loro autonomia di pensiero.

Forum DD e Ti candido daranno il loro benvenuto ai candidati che si battono per forme di integrazione del reddito, autoimprenditorialità (purché essa non divenga sfruttamento e autosfruttamento), miglioramento e creazione di servizi ai cittadini (asili, presidi sanitari, trasporto pubblico, istruzione, casa, sostegno agli anziani e alle categorie più in difficoltà), a chi vuole ribaltare l’approccio maschile alla politica, a coloro che affiancano in prima linea, con azioni di solidarietà e sostegno, i lavoratori di una comunità locale, a chi lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione, ai candidati che vogliono investimenti pubblici per creare sviluppo e innovazione, per contrastare la crescita della rendita speculativa, a coloro che vogliono  comunità – urbane e non – come luoghi dell’economia circolare, dei “rifiuti zero”, del trasporto ecologico e della mobilità dolce, dell’abbattimento dei consumi di energia e della produzione di gas, dell’abbattimento del rischio per le persone di fronte alle calamità e agli eventi naturali. Saranno i benvenuti coloro che intendono battersi per i diritti collettivi e individuali, senza alcuna forma di discriminazione e che intendano proporre progetti che aiutano le comunità a crescere e allargare gli spazi di democrazia, oppure che intendano lavorare su progetti locali nati per garantire diritti a chi decide di emigrare o a chi chiede protezione internazionale e su progetti di volontariato, cura del territorio, forme di auto-aiuto e di impegno, rigenerazione di spazi pubblici, organizzazione di comunità -urbane e non- come luoghi dell’economia circolare.

L’impegno dei soggetti promotori proseguirà con la fase di selezione delle candidature, con le attività di supporto e formazione dei candidati eletti nel corso del proprio mandato e con la costituzione di una comunità anche con gli eletti e le elette degli anni passati che avrà un primo appuntamento pubblico al Festival della partecipazione alla fine di giugno.

In tre anni l’iniziativa ha supportato 28 attiviste e attivisti nelle loro campagne elettorali, contribuendo dal 2019 ad eleggere una consigliera regionale, sindaci e consigliere e consiglieri comunali in tutto il paese. Tutto questo può sembrare soltanto un piccolo passo per cambiare la politica, ma- come si sa- ogni lungo cammino inizia con un primo piccolo passo.

https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/facciamo-eleggere-la-campagna-per-le-amministrative-di-forumdd-e-ti-candido-edizione-2022/.