Nella mattinata di mercoledì 30 marzo 2022 gli alunni della classe 4B del Liceo Scienze Umane dell’Istituto Superiore di Istruzione di Barga (Lucca), alla presenza del professor Mauro Bonaiuti, docente di Economia Solidale e Sostenibilità all’Università di Torino, nonché presidente nazionale dell’Associazione per la Decrescita, hanno sperimentato per la prima volta il progetto “Educare alla saggezza”.

Tale progetto si propone di diffondere nelle scuole superiori italiane esperienze di lettura collettiva di testi particolarmente elevati, tratti da varie tradizioni culturali e spirituali dell’umanità, a partire dai quali attuare una riflessione profonda per costruire un dialogo nel gruppo, il tutto concluso da un momento di convivialità.

In questo primo incontro di Barga è stato letto il testo di Tolstoj “Sull’annessione della Bosnia e dell’Erzegovina all’Austria” del 1908. Le reazioni dei ragazzi alla lettura sono state straordinarie e sono emerse considerazioni, pensieri e domande profonde rispetto a temi attuali come la guerra e la violenza in generale.

Il progetto, ideato dal professor Bonaiuti insieme alla professoressa di religione Maria Elena Bertoli e a Mario Sassi dell’Associazione per la Decrescita, vuole contribuire a una rigenerazione umana e democratica del nostro tessuto sociale attraverso l’offerta di alcuni strumenti che possono aiutare ragazze e ragazzi a crescere in saggezza e creatività, affinché possano cogliere un senso profondo per la loro vita. Il progetto mira inoltre ad aiutare ragazzi e ragazze ad affrontare consapevolmente la crisi spirituale, sociale ed ecologica nella quale ci siamo cacciati.

La scuola italiana è oggi posta davanti a un dilemma: continuare a cedere alla pressione del tecnicismo e dell’economicismo imperante, oppure cominciare a resistere, elaborando e accogliendo proposte educative che facciano da serio contraltare alle spinte omologanti che imperversano nella società e si riverberano sulla scuola dai mondi della politica, dell’economia e dei media.

Non possiamo negare infatti che la scuola italiana negli ultimi anni si è sempre più configurata come uno spazio di controllo burocratico e che è stata aggredita con sempre più prepotenza da target economicistici e di performances mirati al “successo formativo” (sic!) degli alunni. I ritmi di lavoro imposti a docenti e alunni si sono fatti sempre più serrati, le attività da realizzare sempre più numerose e le scadenze sempre più fitte, in consonanza con l’accelerazione dei processi sociali. Le attività scolastiche paiono congegnate in modo tale da far sorgere fin da piccoli lo spirito di competizione.

Nella scuola italiana non educhiamo più l’uomo e il cittadino, né educhiamo all’autonomia e al pensiero critico: l’addestramento ad una mansione professionale diventa sempre più il focus di tutto il percorso formativo.

Chi opera nella scuola coglie in modo sempre più palpabile la forte sofferenza degli alunni: abbondano, in particolare nelle scuole superiori, attacchi di panico, malesseri psicologici, sessuali, dipendenza dallo schermo e ritiro sociale (accentuati nell’epoca della didattica a distanza). Fioriscono atteggiamenti violenti, autolesionismi, disturbi alimentari, legati sia al cibo spazzatura che alla sedentarietà da schermo. Il malessere non risparmia neanche gli insegnanti, spesso soffocati da adempimenti burocratici, i quali operano in contesti problematici con grande difficoltà e fatica, spesso al limite del burn-out.

Ecco perché, insieme a Mauro Bonaiuti, abbiamo pensato di riprendere il metodo di lettura collettiva di testi di carattere sapienziale, spirituale e nonviolento che Pier Cesare Bori (docente di Filosofia Morale presso l’Università di Bologna e studioso di giurisprudenza, filosofia, teologia e scienze bibliche) ha messo a punto a Bologna con gruppi di studenti universitari e poi nel carcere Dozza, negli anni Novanta e Duemila (esperienze alle quali, all’epoca, il professor Bonaiuti ha partecipato direttamente).

Si tratta di un modello di lettura, come scriveva Bori, che mira ad una “assimilazione mediante una elaborazione concettuale del contenuto di verità dei testi, il cui esito ultimo è la trasformazione morale del lettore” (Pier Cesare Bori, Per un consenso etico tra culture, Marietti, 1995, p. 16). Tale metodo, ripreso in tempi moderni da autori come Thoreau, Tolstoj e Gandhi, è molto antico e affonda le sue radici in particolare in autori dello stoicismo latino come Seneca, Epitteto e Marco Aurelio. Pier Cesare Bori ha ripreso e rivisitato l’antico modello di lettura come “esercizio spirituale”, come strumento al servizio della filosofia intesa come “arte di vivere”. Qui la lettura diviene “capacità di fermarsi, liberarsi dalle preoccupazioni, ritornare in noi stessi” e ancora “meditare con calma, ruminare, lasciare che i testi ci parlino” (Pierre Hadot, Esercizi spirituali e filosofia antica”, Einaudi, 2005, p. 68).

Non è facile, per un giovane o una giovane oggi, incontrare momenti formativi di tipo sapienziale, in un tempo di forte deculturazione, superficialità, confusione, fluidità, banalità, caratterizzato dalla scarsità di figure educative di riferimento. Col progetto “Educare alla saggezza” noi proviamo a offrire questi momenti nelle scuole superiori italiane. E’ infatti troppo importante oggi educare un’umanità le cui radici affondino nella saggezza del passato, affinché essa possa essere capace di alzare i rami nel cielo.

Per questo chiediamo a educatori, accademici, pedagogisti e a chiunque fosse interessato a partecipare e a contribuire, di mettersi in contatto con noi per aiutarci a dare una forma matura al progetto e per costruire una rete di diffusione che passi anche dagli importanti snodi istituzionali del mondo della scuola. Sarebbe un sogno.

Per collaborazioni, suggerimenti e critiche scrivere a: bertoli.elena65@gmail.com e a mauro.bonaiuti@unito.it. Grazie mille.

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