Anche il Movimento Nonviolento partecipa concretamente all’azione di pace che vedrà la presenza in Ucraina di rappresentanti della società civile italiana.

Dalla Casa per la Nonviolenza di Verona, sede nazionale del Movimento, partono un pulmino e un camper con aiuti umanitari e generi di prima necessità. Al ritorno questi due mezzi riporteranno 6 persone in fuga dalla guerra e che saranno ospitate localmente. La delegazione del Movimento Nonviolento è formata da Fabio Salandini e Daniele Sartori.

Soccorrere le vittime è la prima azione per contrastare la guerra e costruire un futuro di pace – ha detto Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento. Questa prima carovana che apre un corridoio umanitario può essere la premessa per la costruzione dal basso di una Conferenza di pace che veda coinvolte i movimenti pacifisti e per i diritti umani di Ucraina, Russia e paesi europei”.

Al momento sono già confermati nella Carovana almeno 60 mezzi di trasporto e la presenza di circa 200 persone, con almeno 20 tonnellate di materiali che verranno donati agli ucraini fra generi alimentari e medicinali (di cui molta parte acquistata per un valore di oltre 500.000 euro). La capacità di ospitalità per il rientro è di circa 300 posti che verranno messi a disposizione di persone fragili e bambini come via di fuga dalla guerra che infuria. La Carovana è stata coordinata dall’Associazione Papa Giovanni XXIII e promossa anche da Rete Pace e Disarmo impegnate fattivamente per la buona riuscita dell’iniziativa di Pace, sia con presenza di persone che con sostegno finanziario ed organizzativo.

Le immagini delle vittime, dei bambini terrorizzati o degli anziani spaesati che ci giungono dall’Ucraina e da tutte le altre zone di guerra spesso dimenticate, dilaniano le nostre coscienze. La guerra è una follia, è il cancro della convivenza tra le nazioni e la negazione dell’umanità.

Nel chiedere che si proclami immediatamente il cessate il fuoco, che si dia spazio alla diplomazia internazionale e alle Nazioni Unite per la risoluzione della controversia e che si consenta subito alle organizzazioni umanitarie internazionali di intervenire, ognuno di noi può fare qualcosa di più e di concreto per fermare questo scempio.

Non c’è più tempo! Da sempre siamo accanto agli ultimi, al fianco delle vittime con azioni umanitarie e iniziative di solidarietà internazionale. Vengono momenti in cui però “la pace attende i suoi artefici” e noi non possiamo disattenderla.

Non vogliamo restare spettatori e sentiamo l’obbligo di esporci in prima persona.

Con i rappresentanti della società civile nonviolenta e pacifista e di altre realtà impegnate nella costruzione della pace, entreremo in territorio ucraino per testimoniare con la nostra presenza sul campo la volontà di pace e per permettere a persone con fragilità, madri sole e soprattutto bambini, di lasciare il loro Paese in guerra e raggiungere l’Italia.

Invitiamo pertanto tutte le organizzazioni impegnate per la costruzione della pace e per la solidarietà internazionale a sostenere la delegazione e promuovere una serie di azioni di mobilitazione.

Movimento Nonviolento