Famiglie Accoglienti si mette a disposizione per l’accoglienza di profughi ucraini come ha sempre fatto nei confronti di profughi di ogni provenienza

Famiglie Accoglienti è nata a Bologna nel 2018, come risposta ai decreti Salvini. Poi la presenza si è estesa ad altre città.

Questo comunicato stampa esprime in pieno la sensibilità di chi opera nel campo della solidarietà nei confronti di coloro che si mettono in cammino per sfuggire alla sofferenze patite nei propri Paesi d’origine.

Le lacrime dei bambini hanno tutte lo stesso colore. Gli occhi di chi fugge dalla guerra hanno tutti lo stesso colore. I piedi gelati hanno tutti lo stesso colore. Noi Famiglie Accoglienti – che da anni ci prendiamo cura di chi fugge dalle bombe e dalle polizie dei dittatori – apriamo le nostre case a chi fugge dall’invasione dell’Ucraina, opponiamo la nostra solidarietà di cittadini europei ai crimini di guerra di Putin, ospitiamo e ospiteremo chiunque abbia bisogno.

Ma nello stesso tempo siamo indignati dalla discriminazione contro i profughi dimenticati e respinti con violenza dall’Europa: i siriani, gli afgani, pakistani, bengalesi, chi fugge dall’Asia, gli iracheni, gli yemeniti e tutti gli africani che fuggono dalle guerre civili e dalla repressione. Per noi è incomprensibile e inaccettabile che per motivi politici si si imponga una tragica gerarchia tra persone e famiglie in situazioni del tutto analoghe: la fuga dalla guerra o da una realtà senza futuro. Non possiamo accettare che gli studenti africani residenti in Ucraina vengano respinti al confine polacco: sono forse diversi dagli ucraini che vengono accettati senza formalità?

Non ci sono profughi “veri” (quelli bianchi) e profughi “falsi”, potenziali criminali, da respingere perché hanno la pelle scura. I faticosi percorsi di inclusione fin qui costruiti con profughi di altre nazionalità devono essere estesi ai nuovi arrivati senza essere interrotti o cancellati per gli altri.

L’Europa e l’Italia devono mettere in pratica da subito il principio giuridico fondamentale per la nostra civiltà, quello di uguaglianza: per questo chiediamo che la normativa predisposta per le persone ucraine venga immediatamente estesa a tutti i profughi di guerra, da qualunque parte del mondo provengano.