La guerra scoppiata al centro dell’Europa, in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo e del governo Putin, ha già prodotto migliaia di morti, devastazione di città e territori, e milioni di profughi. Sebbene tutti sappiano che non è possibile alcuna soluzione militare – l’Ucraina non ha mezzi militari sufficienti, la Russia non ha risorse per occupare e gestire nel tempo un paese enorme e ostile- continuano a soffiare venti di guerra e un’escalation ancora più drammatica non è da escludere. I governi europei, compreso quello italiano, hanno rinunciato a qualsiasi ruolo politico e diplomatico e, con la decisione di inviare armi all’Ucraina, si sono posti di fatto nella condizione di co-belligeranti.

Soprattutto, la guerra viene usata per bloccare tutte le necessarie trasformazioni sociali che la crisi eco-climatica, sociale e sanitaria avevano reso evidenti: rimosso qualsiasi ragionamento sulla transizione ecologica, si riaprono le centrali a carbone e le trivellazioni per produrre gas nazionale; fermato qualsiasi ragionamento sulla sovranità alimentare, si inventa lo scenario della penuria per favorire politiche favorevoli all’agrobusiness e agli ogm; soprattutto, si scaricano i costi sui cittadini e le cittadine, con bollette energetiche alle stelle e inflazione fuori controllo, mentre la Camera dei Deputati vota l’aumento fino al 2% del Pil delle spese militari.

Occorre fermare tutto questo.

La guerra non è un incidente di percorso, è una conseguenza di un modello economico e sociale basato sul patriarcato, sullo sfruttamento delle persone, sulla mercificazione della natura e della vita.

É tempo di disertare la cultura della guerra, che ci vuole arruolare per poterci silenziare, per abituarci a vivere nel pensiero unico del mercato e del dominio, per farci considerare normale che esistano vite degne e vite da scarto.

É tempo di dire a gran voce che un modello sociale capace solo di generare crisi eco-climatica, diseguaglianza sociale, pandemia e guerra va dichiarato insostenibile e radicalmente trasformato per garantire vita, dignità e futuro agli abitanti del pianeta.

Per questo Attac Italia parteciperà allo Sciopero Globale per il Clima indetto dai Fridays or Future venerdì 25 marzo.

Per questo Attac Italia parteciperà alla manifestazione nazionale di convergenza dei movimenti promossa da Collettivo Gkn sabato 26 marzo a Firenze.

É tempo di cura e di diritti, non di guerra e di profitti.