Il ruolo di Punta Izzo quale zona di addestramento militare sembra destinato a rafforzarsi. Il comando di Marisicilia ha di recente appaltato alcuni lavori definiti di “adeguamento a norma” delle “infrastrutture di supporto logistico” per gli “equipaggi di volo e gruppi subacquei” che in quest’area svolgono regolari esercitazioni militari.
A darne notizia è un avviso della Direzione del Genio per la Marina di Augusta che riferisce dell’aggiudicazione dell’appalto, del valore di poco inferiore ai 160 mila euro, a una ditta edile di Messina. Un intervento che, al di là della sua entità, conferma la volontà della Difesa di ravvivare e consolidare l’impiego militare di un lembo di costa sottoposto al massimo livello di tutela paesaggistica ma sede di un poligono di tiro mai ufficialmente dismesso.
UN ECOMOSTRO IN AREA INEDIFICABILE
Un poligono di tiro che è stato di recente oggetto di attività di caratterizzazione ambientale, ma per il cui rifacimento e ampliamento è ancora pendente il progetto della Difesa di un fabbricato con annesso parcheggio sulla scogliera in aperta violazione del vincolo d’inedificabilità assoluta vigente nell’area sin dal 31 dicembre 1976, data di entrata in vigore della Legge regionale n. 78/1976 (link al progetto di poligono).
Un divieto di costruire già infranto dalla realizzazione dell’attuale poligono “di tipo chiuso a cielo aperto”, trattandosi di un fabbricato in cemento armato eretto a pochi metri dalla battigia come nei più classici esempi di abusivismo edilizio. A confermarlo indirettamente è lo stesso comando di Marisicilia, che in una nota ufficiale ha di recente ammesso che “non ha evidenza – né da atti di inventario né da Piani regolatori storici – di documentazione tecnica attestante l’esatta data di realizzazione/costruzione del poligono“.
GLI INTERESSI MILITARI CONTRO L’ISTITUZIONE DEL PARCO ECO-CULTURALE
Alla luce dei nuovi lavori appaltati per l’addestramento di velivoli e unità navali, il Coordinamento Punta Izzo Possibile ha indirizzato a Marisicilia una formale istanza di accesso civico con la quale si richiede di chiarire la tipologia delle opere appaltate. Nella stessa istanza si domanda inoltre di accedere all’autorizzazione paesaggistica, che resta obbligatoria per ogni intervento di trasformazione edilizia a Punta Izzo.
Intanto, a conferma dell’attivismo militare nell’area, lo scorso 22 dicembre la Capitaneria di Porto ha emanato un’ordinanza d’interdizione della zona di mare antistante Punta Izzo in vista dell’ennesima “esercitazioni militare, con l’impiego di unità e velivoli militari” che si svolgerà tra il 28 e il 29 dicembre prossimi.
La prospettiva di riconvertire Punta Izzo in parco eco-culturale continua così a infrangersi contro i piani della Difesa che, indifferenti all’alternarsi dei governi nazionali, disattendono l’istanza popolare di smilitarizzazione e gli obblighi giuridici di tutela di questo promontorio dalla straordinaria valenza naturalistica, archeologica e culturale.
Gianmarco Catalano
Coordinamento Punta Izzo Possibile