Sarà la Banda degli Ottoni a Scoppio ad accompagnare la marcia funebre del Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute venerdì 26 novembre, davanti alla sede del Consiglio Regionale: ”Se passa la pseudo riforma Moratti-Fontana, sarà una iattura per il diritto alla salute dei cittadini”!

Sarà una marcia funebre, stile New Orleans, suonata dalla Banda degli Ottoni a Scoppio, ad accompagnare, venerdì 26 novembre, il corteo funebre che si snoderà dalle 16,30 da Piazza Duca d’Aosta per arrivare in Via Filzi 22, davanti al Consiglio Regionale, sotto il Pirellone, dove è in corso la discussione sulla revisione della legge della sanità lombarda.

“E’ un funerale che non vorremmo mai dover celebrare per davvero – ha detto Marco Caldiroli, Presidente di Medicina Democratica. “Per questo dobbiamo impedire che in Lombardia passi la cosiddetta riforma della sanità targata Moratti-Fontana. Sarebbe una grave iattura, la morte certa per inedia del servizio sanitario pubblico e soprattutto per il diritto alla salute di tutti!”

Con questa iniziativa prosegue la mobilitazione del Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute, con 57 organizzazioni aderenti, che ha avuto due tappe importanti quali la manifestazione del 23 ottobre in Piazza Duomo e il flash mob di sabato 20 novembre, sotto il Pirellone. “Non ci fermeremo- ha aggiunto Angelo Barbato del Forum Nazionale per il Diritto alla Salute – perché l’ulteriore privatizzazione della sanità lombarda, evidente nel disegno di legge Moratti-Fontana, avrebbe conseguenze perniciose sulle possibilità di accesso alla cura per la stragrande maggioranza dei cittadini e sulle attività di prevenzione.”

Le interminabili liste d’attesa, la carenza di medici di medicina generale, l’organizzazione ospedalocentrica, il definanziamento e la chiusura dei servizi sanitari sul territorio sono gravi carenze rese evidenti dalla pandemia, ma sono solo alcuni dei disastri provocati da una costante politica di privatizzazione pregressa. “E’ possibile bloccare e invertire questo processo – ha aggiunto Marco Caldiroli – fermando ogni tentativo di ulteriore privatizzazione. Non ci sono altre strade! E le associazioni potranno essere il fulcro per il cambio di verso di questo approccio perdente”.

La salute non si vende, la sanità pubblica si difende; vogliamo un servizio sanitario pubblico e universale, gratuito e di qualità, nonché partecipato: nessun profitto sulla nostra pelle! Queste le parole d’ordine alla base della mobilitazione, che proseguirà nei prossimi giorni con iniziative nei territori, per contrastare in ogni modo l’attuazione della legge.