Il 30 settembre si apriranno a Milano i lavori della preCOP, durante i quali i rappresentanti di quaranta nazioni porranno le basi per le negoziazioni sul clima di novembre, a Glasgow (COP26). Quello che verrà concordato a Milano sarà decisivo nel definire la politica mondiale sulla riduzione delle emissioni del prossimo decennio. Il 2021 è un anno cruciale nella lotta al cambiamento climatico e la COP26 è ritenuta da molti osservatori autorevoli, tra i quali Sir David Attenborough [1], l’ultima chance per evitare un’alterazione del clima incontrollabile.

Extinction Rebellion sarà a Milano in quei giorni, assieme a molti altri movimenti climatici, per dare voce alla preoccupazione e rabbia di tutti quei cittadini italiani che osservano con sgomento il susseguirsi di dichiarazioni di intenti [2, 3, 4] a cui mai seguono politiche incisive e che davvero portino ad una riduzione delle emissioni. Gli accordi di Parigi del 2015 ne sono un chiaro esempio: nessuno dei Paesi del G20 sta mantenendo gli impegni di riduzione sottoscritti allora [5]. Le Conference of Parties (COP) sul clima si susseguono dal 1995 e da allora le emissioni hanno continuato a crescere [6] a causa della mancanza di coraggio e di lucidità nel riconoscere la drammatica dimensione del problema dei governi di tutto il mondo. Le COP hanno fallito, cambiare è necessario.

Il 9 agosto, con la pubblicazione dell’ultimo rapporto dell’IPCC [link [7, 8] ], frutto del lavoro di più di settemila scienziati verificato e approvato riga per riga dai rappresentanti dei governi, è ormai inequivocabile che “le temperature superficiali globali continueranno ad aumentare almeno fino a metà secolo qualunque sia lo scenario [di emissioni] considerato”. Le reiterate promesse di contenimento dell’aumento delle temperature al di sotto degli 1,5°C sono oramai un rituale privo di significato.


Alla cecità di chi ci governa opponiamo il nostro coraggio e la nostra determinazione. A partire dal 29 settembre Extinction Rebellion realizzerà azioni di disobbedienza civile nonviolenta che coinvolgeranno decine di attivisti italiani e stranieri per denunciare la distanza tra l’entità della crisi e le soluzioni adottate, la responsabilità dei governi e l’inefficacia dei metodi decisionali. La settimana si aprirà il 27 settembre con l’inaugurazione della mostra “Come comunicare la crisi eco-climatica” e l’arrivo ai Navigli della “Carovana per la giustizia climatica” partita da Torino domenica 25 settembre che darà il via a una Critical Mass per le strade della città.

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