La lista Sinistra in Comune che appoggia il candidato sindaco Angelo D’orsi per le elezioni comunali di Torino ha organizzato lunedì un presidio elettorale di fronte alla sede universitaria di Palazzo Nuovo per illustrare l’aspetto culturale del programma elettorale.

Nel programma la cultura è concepita come mezzo di aggregazione e miglioramento sociale, con una particolare attenzione per le periferie: questa concezione si può realizzare, ad esempio, tramite la riqualificazione di ruolo e funzione delle biblioteche di quartiere, sviluppandone l’attività e l’iniziativa come presidio culturale sul territorio, con un investimento sull’aggiornamento dei testi disponibili e l’organizzazione di eventi in grado di coinvolgere i cittadini di tutte le fasce di età.

Fondamentale risulta in questo contesto il ruolo dell’Università che dovrà essere aperta al territorio, come prevede tra l’altro il suo statuto, organizzando corsi aperti anche ai non iscritti ed in una fascia oraria più amplia.

Il comune deve anche farsi maggior carico del diritto allo studio, garantendo una disponibilità sufficiente di sistemazioni per gli studenti fuori sede, contrastando l’attuale tendenza alla creazione di studentati privati ad alto costo per gli ospiti.

Tutto questo deve prevedere un potenziamento dell’amministrazione comunale e l’uscita dalla spirale del debito: per le politiche di riduzione del bilancio, i dipendenti comunali sono passati dai 15.000 ai 7.800 attuali, decisamente pochi per una città complessa con quasi un milione di abitanti.

Il caso Cavallerizza Reale

Emanuele Negro ha illustrato la situazione della Cavallerizza Reale, enorme complesso barocco nel centro di Torino inserita insieme a tutte le residenze sabaude nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco.

Si tratta di un caso emblematico del vuoto della politica torinese degli ultimi vent’anni e dell’intreccio tra banche, interessi immobiliari ed industriali che costituisce il cosiddetto Sistema Torino: Il demanio, vecchio proprietario del comprensorio, l’ha ceduto al Comune di Torino nei primi anni del 2000 a seguito del progetto di creazione di un polo culturale, sul modello di comprensori analoghi di altre città europee.

Il progetto decade presto a causa della crisi economica e del dissesto delle casse comunali e comincia a farsi largo l’idea di valorizzare il bene vendendolo ai privati. A quel punto si avvia un processo lungo diversi anni per alienare il bene e cederlo ai privati fino a giungere all’ultimo atto lo scorso febbraio con la modifica del piano regolatore che consente l’utilizzo di 40.000 metri quadri dell’area come uffici, residenze temporanee, studentati, consentendo di fatto la vendita di gran parte del comprensorio ai privati e facendo perdere per sempre ai cittadini torinesi un bene comune che fa parte della storia della città e del paese. Su quest’ultimo atto (la delibera comunale che approva il PUR della Cavallerizza) è in corso una raccolta firme per proporre un referendum comunale abrogativo.

L’impegno degli intellettuali

Nella parte finale del presidio è intervenuto Angelo D’Orsi che ha sottolineato l’importanza dell’impegno degli intellettuali perché “Torino ha bisogno di cambiare e di cambiare in meglio, per diventare una città equa, solidale, partecipata.”

Il prof. D’Orsi ha scelto di candidarsi a queste elezioni comunali “per affermare una alternativa radicale alle scelte ormai da troppi anni praticate dalle amministrazioni che hanno governato, siano esse di destra, di centro-sinistra o del Movimento 5 Stelle, le quali ci consegnano oggi una città più povera e disunita.”[1]

Tante importanti personalità della cultura a livello locale, nazionale ed anche internazionale hanno manifestato il loro appoggio per Angelo D’orsi: per citarne alcuni Alessandro Barbero, Ascanio Celestini, David Riondino, Bruno Segre, Edith Bruck e Ken Loach.

[1] Cit. dal programma della coalizione che sostiene la candidatura di Angelo D’Orsi https://www.angelodorsisindaco.it/programma/