Nonostante il blocco dei manifestanti zapatisti in Francia a causa delle locali misure anti-covid, il corteo internazionalista, parte delle iniziative genovesi a vent’anni dal G8, si è comunque svolto. La manifestazione è stata animata dalla presenza dei comitati locali di appoggio alla delegazione giunta dal Messico.

Circa 600 persone del movimento zapatista e altermondista e dei centri sociali si sono ritrovate in Piazza Alimonda nel tardo pomeriggio di domenica 18 luglio. Una data simbolo, perché nello stesso giorno vent’anni fa sfilava la marcia dei migranti, oggi come allora per “riportare in piazza tutte le tematiche e le lotte che animarono quelle giornate”. In testa al corteo uno striscione su cui campeggiava la scritta “Viaje por la vida” motto degli zapatisti.

Prima che il corteo si mettesse in movimento, l’attenzione era tutta per Giuliano Giuliani, padre di Carlo e Mark Cowell, giornalista inglese che fu vittima dei pestaggi da parte della polizia all’interno della Scuola Diaz. Cowell venne gravemente ferito: riportò danni alla spina dorsale, la perforazione di un polmone causata dalla frattura di quattro costole, oltre ad alcuni denti rotti. Rimase in coma per una settimana. Il loro abbraccio, i sorrisi, le parole scambiate in quel luogo, Piazza Alimonda, vent’anni dopo, hanno espresso un’emozione impossibile da descrivere a parole.

Il corteo si è svolto in maniera assolutamente pacifica, con bandiere, striscioni, musica e parole per rivendicare, per non dimenticare. Una volta arrivati in Piazza De Ferrari, alla fine della manifestazione, i partecipanti hanno prima acceso i fumogeni e poi lanciato alcuni aeroplanini di carta: un gesto simbolico che si sarebbe dovuto compiere vent’anni fa, ma che all’epoca non ci fu modo di compiere.

Foto di Andrea Mancuso e Helga Bernardini

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