Germania, la Corte costituzionale boccia la politica climatica del Governo federale

18.05.2021 - Hans-Josef Fell - Pressenza Muenchen

Quest'articolo è disponibile anche in: Tedesco

Germania, la Corte costituzionale boccia la politica climatica del Governo federale
(Foto di pxhere.com / CC0)

Con una sentenza del 29 aprile 2021 la Corte costituzionale federale ha stabilito che la legge tedesca sul clima del 2019 e le quantità di emissioni consentite fino all’anno 2030 riducono in misura considerevole le possibilità di emissioni rimanenti dopo tale data e quindi di fatto ogni libertà costituzionalmente garantita è a rischio.

La conclusione che ne deriva è che, per mitigare le rigide restrizioni alla libertà che diventeranno necessarie a partire dal 2030 per effetto della politica climatica, si dovranno raggiungere entro questa data riduzioni di emissioni significativamente maggiori rispetto a quanto previsto dal Governo federale con la legge sul clima del 2019. La Corte costituzionale ha quindi indirettamente affermato che la politica climatica del Governo della cancelliera Merkel, del vicecancelliere Scholz e dei ministri Altmaier (economia) e Schulze (ambiente) è del tutto inadeguata.

In linea di principio il comportamento dell’attuale Governo tedesco riguardo alle questioni climatiche è paragonabile a quello di tutti i suoi predecessori dal 2005, in quanto basato sulla difesa dell’inquinante industria dei combustibili fossili e sulla resistenza ad adottare le necessarie e più rigide misure a tutela del clima. In questo modo l’onere di una politica davvero efficace su queste tematiche continua a essere rinviato all’infinito.

La Corte costituzionale non ha nemmeno fatto riferimento alle ultime conclusioni dei ricercatori, secondo le quali non dovrebbero esserci praticamente più ulteriori emissioni a partire dal 2030 per raggiungere l’obiettivo di limitare l’aumento di temperatura a 1,5° C, in quanto questa soglia potrebbe essere superata già intorno a quella data. Questa pronuncia della Corte costituzionale non è una sua posizione estrema, perché richiama anche un parere del Consiglio consultivo tedesco per l’ambiente (SRU), il quale ha stabilito un quantitativo residuo di emissioni compatibile con gli accordi di Parigi, che però risulterebbe “di gran lunga esaurito entro il 2030” se verrà mantenuta l’attuale legge sul clima. La Corte costituzionale prende atto del fatto che questo budget di emissioni, benché scientificamente riconosciuto e frutto di calcoli estremamente complessi che tengono conto di molteplici fattori, non viene imposto giuridicamente a causa di incertezze che non si possono escludere.

Tuttavia, la Corte costituzionale ha sollecitato il Governo a definire (entro il 31 dicembre 2022) obiettivi per la riduzione delle emissioni a partire dal 2030. Questo significherebbe, in linea con il raggiungimento della soglia di 1,5° C entro il 2030, non consentire praticamente più nessuna ulteriore emissione da quel momento in avanti. In caso contrario, la temperatura globale continuerebbe a crescere superando rapidamente il limite dei 2° C. è esattamente questo l’appello della Corte costituzionale, se entro il 2030 non si adotteranno misure di ampia portata ma ancora possibili, per poter arrivare entro tale data a zero emissioni: al più tardi nel 2030 non sarà più possibile bilanciare le necessarie misure a protezione del clima con la libertà delle singole persone.

Se continua il fallimento della politica climatica attuata da 15 anni dai governi guidati dalla cancelliera Merkel, tra l’altro in gran parte appoggiato dal Bundestag, non ci si può aspettare che le attuali amministrazioni centrali e regionali adottino improvvisamente misure adeguate in vista del 2030, per evitare di addossare alle generazioni future il peso di una situazione insostenibile.

La disobbedienza civile pacifica e non violenta sta quindi diventando sempre di più una necessità sociale, come stanno diventando sempre più numerosi i giovani attivisti di Extinction Rebellion, Fridays for Future, Ende Gelände, Danni e altri ancora. Con questa sentenza della Corte costituzionale sarà più probabile in futuro che i giudici considerino lecita la necessità della disobbedienza civile, in quanto le norme esistenti non sono evidentemente adatte a tutelare le generazioni più giovani dagli effetti del surriscaldamento globale e dalle pesanti restrizioni alle loro libertà.

Eppure le possibilità per accelerare in modo significativo la protezione del clima entro il 2030 esistono. Le energie al 100% rinnovabili sono un punto centrale. L’attuazione a tutto tondo di un sistema di energie totalmente rinnovabili sarebbe possibile entro il 2030, a condizione di avere un supporto politico attivo e la volontà di tutti gli organi decisionali di raggiungere questo obiettivo, come dimostra una recente dichiarazione di eminenti scienziati energetici mondiali. Tuttavia, è il Governo federale stesso a bloccare l’implementazione veloce e decentralizzata delle energie rinnovabili ad uso privato, nonché il passaggio verso una vera economia circolare e un’agricoltura a basse emissioni di carbonio.

È ancora possibile evitare le severe restrizioni alle libertà individuali a partire dal 2030, come giustamente auspica la Corte costituzionale. Ma non continuando con le misure attuali o con una politica climatica di piccoli passi, per non calpestare i piedi all’economia dei combustibili fossili.

Esattamente l’opposto: i politici nella capitale e nelle regioni devono attuare in modo attivo e deciso misure a difesa del clima che giacciono sul tavolo da decenni, invece di continuare con l’attuale tutela dell’economia basata sui combustibili fossili.

Hammelburg, 29 aprile 2021

Hans-Josef Fell

Letture consigliate sul tema: “I tribunali si occupano delle proteste per la questione climatica“, 23.04.2021, Hans-Josef Fell

Traduzione dal tedesco di Barbara Segato. Revisione di Thomas Schmid

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Sull’autore:

Hans-Josef Fell è Presidente di Energy Watch Group, una rete internazionale di scienziati e parlamentari per la ricerca sulla disponibilità e la scarsità di risorse energetiche fossili e nucleari e sulle possibilità di espansione delle energie rinnovabili. Dal 1998 al 2013 è stato membro del Bundestag tedesco e già all’epoca si adoperava a favore delle energie al 100% rinnovabili. Per il suo impegno ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Nuclear-Free Future Award del movimento internazionale Anti-nucleare. Maggiori informazioni sono reperibili sul sito internet Hans Josef Fell – energie 100% rinnovabili

 

Categorie: Ecologia ed Ambiente, Europa, Politica
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